Il bonus Renzi per i prof: impossibile da spendere

Il ministero concede ai docenti 500 euro per l'aggiornamento Ma troppi musei non lo sanno

Simona BorgattiIl ministero dell'Istruzione e università dà il bonus di 500 euro ai docenti. Serve per sostenere le spese culturali e di aggiornamento. Ma i musei milanesi- e probabilmente anche i cinema e i teatri non lo sanno. Non sanno che devono rilasciare un ticket anagrafico per la rendicontazione di fine anno. E' quanto emerge da un'indagine fatta tra i principali musei cittadini: alla domanda «Siete in grado di rilasciare agli insegnanti un biglietto nominale con anagrafica e codice fiscale utile per la Docenti Card?», la maggior parte degli interpellati, inizialmente, è stata colta di sorpresa: «Noi non aderiamo», «Mi coglie impreparata», «Ma il bonus non è solo per gli studenti?». E' il Miur che non ha emanato una circolare operativa a musei, cinema e teatri, o sono questi ad essere inadempienti? «Sul bonus di 500 euro la confusione è ancora alta commenta Pippo Frisone, responsabile dell'ufficio legale della CGIL Scuola - Essendo questo un anno di transizione, come modalità di erogazione, tutto si complica. Non essendoci ancora un ente gestore della Card, ci si attiene a qualche faq del Miur o a dichiarazione dei dirigenti ministeriali in materia di rendicontazione. In attesa del decreto che andava emanato entro il 23 novembre 2015 (un mese dopo dall'accredito dei 500 euro n.d.r.)». Abbiamo fatto un giro per i musei della città per vedere chi sa e chi non sa, chi si merita un dieci in pagella e chi invece deve recuperare. Il museo più preparato sulla questione sembra essere la Pinacoteca di Brera che, insieme al Cenacolo, è in grado di inserire l'anagrafica e il codice fiscale «solo se i docenti si presentano alla biglietteria con il decreto ministeriale firmato dal dirigente scolastico». Se poi il professore insegna arte allora non paga. Ingresso gratuito anche al Gam di Piazza della Scala e al mercoledì e al sabato pomeriggio al Museo della Scienza e della Tecnica che, in altri giorni e su richiesta, rilascia una dichiarazione con anagrafica e codice fiscale. Al Mudec, fiore all'occhiello della giunta Pisapia, il biglietto non è personale, ma contattando l'infoline si può attivare la procedura. Alla Triennale fanno invece sapere che «il museo, in vista della XXI Esposizione Internazionale, si sta attrezzando con il nuovo gestore della biglietteria alla produzione di scontrini nominali per il rimborso agli insegnanti». Il Poldi Pezzoli invia la fattura a casa su richiesta del docente che, a sua volta, deve fornire i dati anagrafici e il codice fiscale alla biglietteria. E nei musei civici? Risponde il responsabile biglietteria del Castello Sforzesco: «Al desk non siamo in grado di rilasciare il biglietto nominale, ma con l'acquisto on line sì perché fa fede la ricevuta mentre l'ingresso gratuito è solo per i musei statali e non per quelli comunali». La panoramica emersa, comprensiva di escamotage, sembra proprio testimoniare le parole di Pippo Frisone: « i musei del resto non possono fornire le risposte che il Miur non riesce ancora a dare... e continuano a rilasciare biglietti normali come del resto anche i cinema e i teatri, senza apporre né nominativi né codici fiscali. La legge parla di necessaria documentazione senza però precisare se fattura, ricevuta o scontrini». E allora come devono comportarsi i docenti? «Il consiglio che do risponde Frisone - è di conservare ticket, scontrini e fatture. Alle segreterie scolastiche toccherà l'onere della raccolta della documentazione mentre ai revisori dei conti l'onere di accertarne la validità. Se da qui alla fine dell'anno scolastico non arriveranno in merito chiarimenti univoci da parte del Miur, allora assisteremo alla solita babele e alle interpretazioni più fantasiose».