Il boom dei vini lombardi: «Ora le enoteche ci credano»

Continua a crescere la produzione di docg e l'export E all'università salgono gli iscritti ai corsi di enologia

Mimmo di Marzio

Lombardia pazza per il vino. Chi l'avrebbe mai detto, eppure la nostra regione - da sempre in testa alle classifiche per i consumi, la moda, i prodotti di lusso e i ristoranti stellati - da una decina d'anni ha iniziato la sua scalata alle grandi aree produttive del Paese, dalla Toscana al Veneto passando per il Piemonte. Il trend sempre più convincente e significativo è emerso in questi giorni al Vinitaly di Verona, la più importante fiera nazionale dedicata al vino. Il quadro che si evince è multiforme ma testimone di un sistema vincente che ha fatto crescere in modo esponenziale qualità, produttività e indotto: vale a dire esercizi, numero di addetti e formazione. Proprio quest'ultimo comparto è significativo di una tendenza culturale che, al di là degli indici del mercato interno, dimostra come il vino sia oggi più che mai sinonimo di eccellenza e identità. Il dato riguarda gli iscritti ai corsi universitari di enologia saliti del 7,4 per cento negli ultimi tre anni. Ma ancor di più è salito il numero di occupati nel settore coltivazione e produzione di vino, passato dai 5.285 del 2011 ai 6.110 nel 2016, che equivale a un più 16 per cento. Un trend che fa rima con qualità come ha sottolineato l'assessore lombardo all'Agricoltura Gianni Fava: «È scontato - dice - che le imprese agricole condotte da giovani e da laureati siano più propense all'innovazione e all'export». E proprio le esportazioni sono oggi il fiore all'occhiello del comparto vinicolo lombardo, che ha visto un incremento del 66,8 per cento negli ultimi 15 anni, periodo nel quale il fatturato è aumentato di ben 100 milioni di euro, passando da quota 153 milioni a quota 258 milioni. L'incremento più forte si è registrato verso i paesi dell'Asia Centrale (+304%, soprattutto Russia) e nell'Ue (+210,9%).

I dati dichiarati da Regione Lombardia e Unioncamere al Padiglione lombardo mettono in luce anche il positivo trend produttivo: la vendemmia 2016 si è infatti chiusa con un incremento del 6,7 per cento rispetto all'anno precedente, ma ad aumentare è stata soprattutto la produzione di bottiglie Docg (più 9%). In totale, la Denominazione di Qualità (DOCG, DOC e IGT) è cresciuta in modo esponenziale, arrivando all'89,2%. Come dimostrano le 200 aziende con oltre mille etichette in degustazione presenti al Padiglione Lombardia di Vinitaly. Si accennava all'indotto: a Milano e dintorni è in costante aumento anche l'apertura di enoteche (più 6 per cento), un segnale positivo anche per il mercato interno. Il passo ulteriore, a questo punto, dovrebbe essere quello di sedimentare la cultura del vino lombardo anche sul nostro territorio. «Come avviene in Francia, prima realtà che ha lanciato e sostenuto il concetto di terroir ricorda Fava anche da noi enoteche, bar, pizzerie e pub abbiano il coraggio di scommettere di più sui vini lombardi».