Via Borgogna, una perizia sul progetto

I legali dei residenti: piano insostenibile, pronto un esposto

Mimmo di MarzioI legali del comitato dei residenti di via Borgogna sono pronti a promuovere un'azione cautelare di fronte al giudice ordinario per ottenere lo stop al cantiere del megaparcheggio sotterraneo i cui lavori dovrebbero iniziare in questi giorni. A tal fine un docente del Politecnico, il professor Gianpaolo Rosati del Dipartimento di Ingegneria Strutturale, è stato incaricato di mettere a punto una perizia sui rischi strutturali agli edifici circostanti, pregiudizi alla sicurezza e all'incolumità pubblica, discrepanze nell'elaborazione del progetto. Progetto che, come emerge dalla convenzione stipulata tra il Comune e la società Expo Borgogna Parking, risulta stravolto rispetto a quello approvato nel 2004 che prevedeva la maggioranza di posti auto pubblici rispetto a quelli privati. E stravolta sarebbe anche l'interpretazione della legge: «Il progetto è stato approvato in project financing - sottolineano i legali di via Borgogna - un termine che indica la realizzazione di opere pubbliche senza oneri finanziari per la pubblica amministrazione; ma che opera pubblica sarebbe un autosilo con un posto auto pubblico ogni tre privati?» La perizia si estenderà anche a un altro ambito che in questo momento appare forse il più scottante: dovrà infatti valutare il progetto sotto il profilo della sostenibilità economica-finanziaria al fine di accertare errori e incompletezze del piano presentato al Comune. Molte appaiono infatti le ombre su un piano economico asseverato da Banca Etruria, istituto insolvente e sotto accusa per bancarotta fraudolenta. «Garante del piano è poi la Elite Insurance Company che ha sede legale a Gibilterra, in piena black list - tuonano gli avvocati - laddove la legge prevede che un project financing debba essere sostenuto da uno o più istituti bancari. Qui non siamo in presenza di vere fidejussioni bancarie ma di garanzie assicurative che non tutelano il Comune qualora Expo Borgogna Parking non sia in grado di completare i lavori». Anche perché parliamo di un progetto che ha costi stimati per oltre 17 milioni di euro ed Expo Borgogna Parking è una società creata ad hoc con capitale sociale di un milione e ricavi a bilancio dichiarati di 10mila euro. «È una situazione pericolosa perché i ricavi derivanti dalla vendita di posti auto in quell'area sono un gigantesco punto interrogativo, come dimostrano i parking della zona che sono tutti in perdita».