Botanica e tessuti: la magia della seta

In mostra a Como i molti volti del filato che ha fatto la storia della moda

Il filo della seta che nasce dal baco, operante sui gelsi in una campagna tra iris e margherite. Questo significa avere la stoffa della bellezza. Ci vestiamo di natura, di natura ci decoriamo come esseri arborei e non ce lo fa dimenticare «Giardini di seta. Tessuti, abiti e botanica del territorio lariano». La mostra, organizzata dalla Fondazione Antonio Ratti e dal Comune di Cernobbio, allieta tatto e gusto del colore fino all'11 ottobre a villa Sucota di Como, sede della Fondazione e del museo studio del tessuto, e a Villa Bernasconi di Cernobbio.

Mentre il Giappone sfila con i suoi rami di ciliegio e le peonie sui kimoni di Expo, l'Italia non può non vantarsi d'essere la fata Flora grazie ai giardini sognanti sui tessuti floreali della collezione Ratti: sete entrate nella moda, maneggiate da Dior, Capucci, Ferrè, Valentino, dopo essere uscite da silenti studi scientifici. Per la prima volta saranno esposte tremila «tavole» di erbe e piante raccolte tra Otto e Novecento da Giuseppe Fabani, medico condotto di Cernobbio. Oltre alla varietà delle stoffe elaborate tra Settecento e Novecento, colpisce la scelta dei luoghi espositivi, in particolare Villa Sucota, aperta per la prima volta al pubblico in quest'estate 2015. Sede di laboratori in mezzo alla natura, perché chi crea bellezza non può che farlo in mezzo alla fonte ispirante della natura.