Bottari, ricordi pittorici sulla poetessa dei Navigli

«Per dieci anni Alda aveva voluto questa mostra, ma io ero distratto, ora sono felice che sia qui nella sua casa». Tanti i ricordi di Lorenzo Maria Bottari della poetessa «che ha sempre volato alto», come scrive l'artista stesso nella poesia d'introduzione al catalogo. In questo «Tributo a Alda Merini» nella casa sui Navigli parlano soprattutto i ritratti della cantrice milanese, «perché quegli occhi erano quegli occhi e quando li dipingevo usciva una poesia di me senza paragoni» dice Bottari, che il 18 giugno prossimo presenterà di fronte alla casa di Alda proprio un volume di poesia, altra sua espressione d'arte fin dall'infanzia. In programma fino a domenica, la mostra scopre i colori mediterranei di questo pittore in cui dolcezza e forza si fondono come parole in un verso. Molte tele sono incentrate sull'immaginario della poetessa, come «La presenza di Orfeo» o «Maternità», e poi lei, l'aedo dal volto popolare e dallo sguardo stellato che scriveva col rossetto i versi sul muro degli Angeli. In un quadro, «L'Italica», il volto di Alda Merini appare come testa dell'Italia, e ci fa pensare come il nostro Paese non abbia mai avuto una Marianna - simbolo come la Francia, ma se dovesse sceglierla la Merini sarebbe una Magnani dei Navigli, senza dubbio.