Botte su conti e Verdini Balzani tenta Majorino: «Se vinco sarà mio vice»

Scontro sui bilanci di Expo e Comune e scintille sul Partito della nazione Un'offerta all'assessore perché si ritiri

Chiara CampoNel giorno del derby tra Milan e Inter, Francesca Balzani cala l'asso per trasformare anche la sfida delle primarie di sabato e domenica prossima in una partita a due tra lei e Beppe Sala. Tra il Pd che vuole governare con Sel e la sinistra radicale e quello renziano che apre al centro e potrebbe trasformare il Comune di Milano nel primo laboratorio del «partito della nazione». «Se diventerò sindaco - promette la candidata di Giuliano Pisapia - Pierfracesco Majorino sarà il mio vice». C'è chi la chiama una bomba e chi l'ultima spiaggia. La vice continua a definire propaganda alcune proposte del collega assessore, lo ha fatto anche ieri al primo confronto della giornata tra i 4 candidati, quello a Radio Popolare, poi c'è stato quello in tv a «In mezz'ora» di Lucia Annunziata, ma gioca le ultime carte per convincerlo a ritirarsi per fare un fare ticket anti-Sala. Sabato ci hanno provato dal palco Pisapia e l'ex assessore Stefano Boeri, ieri la tentazione di una poltrona pesante, «sarebbe meraviglioso lavorare con Pier, molti ci chiedono di fare sintesi». Poco prima alla domanda su chi degli sfidanti ti porteresti in giunta in caso di vittoria, anche Sala aveva citato Majorino, lui invece ammette che nonostante le distanze emerse in queste settimane sui contenuti, farebbe squadra «con la Balzani», ma come direttore generale indicherebbe «Lucia De Cesaris», l'ex vice che ha contestato duramente proprio la sua erede a Palazzo Marino e sta facendo campagna per il manager. L'asse è fatto? Calma e gesso. Majorino per tutto il giorno ha ribadito che non intende ritirarsi («parlo di idee non di poltrone»). Anche se sono continuati i pressing con Sel (da Mirko Mazzali a Chiara Cremonesi). La strategia è chiara: se non cederà, i balzaniani proveranno a chiedere un voto utile a chi finora ha supportato Majorino. In campo c'è anche l'outsidet Antonio Iannetta, ma secondo i sondaggi potrebbe muovere l'1% dei voti, i big non se ne curano.Scintille tra i candidati nel doppio confronto. I temi più caldi, l'appoggio del sindaco alla Balzani, criticato da sala: «Io non ho avuto bisogno di benedizioni» dice. La replica: «Mi ricorda la storia della volpe e l'uva, io sono orgogliosa, c'è chi ga il voto di Pisapia e chi di Denis Verdini» ha punzecchiato a proposito della dichiarazione pro-manager giorni fa da parte dell'ex azzurro. Sala reagisce stizzito: «Non ho mai sentito Verdini in vita mia, sono battute elettorali che non aiutano». Ma non riesce a smarcarsi dall'immagine dell'uomo simbolo di Renzi e del partito della nazione. «Non dobbiamo nascondere che c'è il forte rischio di trasformare la coalizione che ha governato in questi 5 anni in qualcosa di diverso, bisogna chiamare al voto tutte le anime dell'esperienza arancione, per non scivolare in un'esperienza grigia». sala insiste perchè non si trasformino le primarie in un congresso del Pd. Ma il deputato dem Franco Monaco più tardi rincara la dose: «Perché negare l'evidenza? Come si può ignorare la portata nazionale della partita? Bisogna battere il partito della nazione». Scontro tra Sala e Balzani sui conti, con accuse (incrociate) di scarsa trasparenza su Bilancio Expo e Comunale. Majorino e Sala indicano Paolo Del Debbio come il nome più temibile del centrodestra.