Ma Brera ha ancora nove dipinti in «terapia intensiva»

In cinque mesi oltre trenta tele hanno subito trattamenti per il recupero

A gennaio, l'improvviso e drastico calo delle temperature provocò alcuni lievi danni a una quarantina di opere esposte in Pinacoteca. Vennero subito messi i «cerotti», che altro non sono che sottilissima carta giapponese, ottima per evitare il sollevamento. Fa effetto vederli sulle tele, ma si tratta di un «pronto intervento» necessario. In cinque mesi, oltre trenta delle tele interessate sono state restaurate: «Si tratta peraltro di opere che già negli anni '80 avevano avuto bisogno di interventi. Opere particolarmente fragili e delicate», ci spiega Paola Borghese. Attualmente, nel laboratorio di restauro di Brera ci sono ancora 9 lavori, tra cui due tavole di ambito religioso firmate da Vincenzo Campi (1536-1591), «sotto esame»: gli studiosi stanno sfruttando l'occasione del restauro per analizzare più da vicino le opere prima di ricollocarle in Pinacoteca. «Questa attività di restauro continuo non deve stupire commenta Carini, direttore del laboratorio trasparente situato nel museo ma fa parte delle attività di una pinacoteca come la nostra che conta opere antiche per loro stessa natura realizzate con materiali disomogenei che possono reagire in maniera imprevedibile a improvvisi cambi di clima». FAm