Brucia palazzo per vendicarsi della fidanzata che l'ha lasciato

Per punire la ragazza che l'aveva lasciato le ha incendiato casa, rischiando di uccidere tutti gli inquilini. È stato però individuato dai carabinieri che l'hanno arrestato una settimana dopo l'attentato. Ironia della sorte, un gesto del tutto inutile perché non solo la donna era in vacanza, ma le fiamme, subito spente dai vigili del fuoco non hanno neppure lambito la sua abitazione.
Luca C., 40 anni, è un operaio che vive con i genitori a Seregno. Gran lavoratore, ma anche gran testa calda e con il vizietto di «giocare» con la benzina. Già in passato infatti ha cercato di regolare i suoi conti dando fuoco ai beni del «nemico». Questa volta nel suo mirino entra una ragazza di 33 anni con cui allaccia una relazione, interrotta a marzo. Una decisione che lui non digerisce e in questi mesi è susseguirsi di pedinamenti, agguati, minacce e qualche sberla. La donna, come spesso capita, non reagisce e non denuncia, nella speranza che con il tempo si plachi la sua ira.
Invece la rabbia monta e il 23 agosto si presenta a casa, si attacca ala campanello senza ottenere risposta: lei infatti è in vacanza, ma lui non lo sa e si mette a chiamarla a gran voce dalla strada. I vicini allarmati chiamano i carabinieri che arrivano, lo fermano e lo identificato. Per nulla preoccupato, torna in serata, entra nelle cantine e le innonda di benzina. L'incendio si propaga rapidamente, arrivano i vigili del fuoco che spengono il rogo ma non fanno in tempo a salvare l'appartamento del primo piano, andato semidistrutto. Non ci vuole molto a sospettarlo, i carabinieri convocano la donna che questa volta racconta le sue peripezie. Mentre qualche vicino dice di averlo visto poco prima dell'incendio. I così finisce in manette, sia per incendio che per «atti persecutori». Due accuse che lo terranno per un po' lontano dalla sua vittima.