«Il buco da 100 milioni non è di Atm»

Quel «buco» da cento milioni che si è aperto nei trasporti milanesi secondo l'assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran è rimasto indigesto al presidente di Atm, Bruno Rota. Che vuole chiarezza: «Noi con quel buco non c'entriamo niente visto che chiuderemo con un utile di qualche milione di euro. Tanto che il Comune ci ha chiesto 55 milioni di dividendi per far fronte ai suoi problemi economici». E vuole rispetto: «L'Atm è un'azienda sana, forte, che sul mercato ci sa stare benissimo visto che ha vinto per due volte una gara a Copenhagen contro competitori inglesi e belgi». Risponde così all'assessore, poi bacchettato anche dal sindaco Pisapia davanti agli assessori in giunta per avere «esagerato» e essersi spinto un po' troppo in là riguardo a una fusione con Trenord. Maran aveva lanciato l'allarme: «Il contratto con Atm negli ultimi tre anni è cresciuto da 600 a 700 milioni, lo Stato contribuisce meno e per il Comune i costi sono aumentati tra Area C, nuove linee di metro e M5». Meno, meno, più, più, risultato: ballano 100 milioni di euro. Ma a Rota quei numeri non tornano. A partire dal contratto di servizio che lega il Comune a Atm che nel 2013 «non è di oltre 700 milioni ma di 663 milioni», spiega Rota e nel 2010 era 610. «È salito proprio per le nuove tratte di metro, per l'incremento delle corse per Area C, per i nuovi pezzi della linea gialla» specifica. Non solo. Entrando dentro i 663 milioni, 285 sono finanziati dallo Stato e 340 milioni arrivano dai milanesi con abbonamenti e biglietti. La differenza è di 38 milioni. Che si snellisce ulteriormente se si aggiungono - come aveva spiegato Maran - i 25 milioni di euro, proventi dagli ingressi di Area C e quelli per la sosta nelle strisce blu. Meno, meno, più, più. A grandi spanne alla fine comunque la differenza sta in una decina di milioni di euro e poco di più. Certo, ci sono ancora da aggiungere i 39 milioni della M5 «che diventeranno 100 a regime», aveva denunciato Maran. Ma quest'anno 39 più 13 non fa cento. «E comunque questo non ha niente a che vedere con i conti di Atm. Il Comune deve ripagare l'investimento fatto per la M5. Si tratta del canone che deve essere versato alla società privata Astaldi per pagare le infrastrutture, le gallerie scavate, i binari, gli impianti. Non si tratta del costo di servizio. Altrimenti quanto dovrebbe costare tutto l'Atm?». I 100 milioni all'anno che in previsione Palazzo Marino dovrebbe pagare per M5 (che tra l'altro pesa per 40mila passeggeri al giorno sul milione e trecento dell'intero servizio) sono una «rata» per tutto il lavoro fatto. «Con Atm, M5 non c'entra - puntualizza Rota - L'azienda chiude con un utile nonostante i rincari delle bollette perché paghiamo le Enel e gas come tutti i milanesi - ci tiene a spiegare Rota - E nonostante invece l'aggiornamento annuale chilometrico sia rimasto sempre dell'1.5». E in quanto a gare «siamo sicuri che se la giocherà anche nel 2017 (anno in cui scade il contratto col Comune ndr) perché non è vero che la gara del 2010 è stata “finta“. Ci sono tutte le prove. A Coopenhagen abbiamo vinto nel 2008 e ancora nel 2010. Certo stiamo sul mercato purché il committente rispetti gli impegni presi».