Un buco da 80 milioni e l'Aler rischia il crac Maroni: «Va risanata»

Un buco da 80,5 milioni di euro da oggi al 31 dicembre e un'esposizione debitoria di oltre 343 milioni. Una voragine che mette l'Aler Milano, l'azienda che si occupa dell'edilizia popolare a rischio crack. Tanto da essere in una situazione di «gravità finanziaria» tale da «essere esposta a breve non solo al rischio insolvenza nei confronti dei propri creditori, ma anche all'impossibilità di far fronte ai pagamenti inderogabili e urgenti quali gli stipendi del personale, le utenze, oneri fiscali e contributi previdenziali». A denunciarlo il governatore Roberto Maroni che ieri in consiglio regionale ha presentato i risultati della relazione fatta dall'ex prefetto Gianvalerio Lombardi oggi commissario Aler. Tra le cui voci del fabbisogno ci sono 32,9 milioni di euro per pagamenti inderogabili (stipendi, contributi previdenziali, mutui e premi assicurativi), 27,7 milioni per pagamenti urgenti (utenze, personale interinale, contratti di servizio), 82 milioni per pagamento di fatture, 11,6 milioni di oneri vari e 18,4 milioni di tassazione tra Imu, Ires e Irap. Una situazione catastrofica sulla quale si innesta la tradizionale piaga della «morosità sul pagamento dei canoni e il rimborso delle utenze» che in termini di mancato incasso ha raggiunto il valore di 52,7 milioni di euro per il solo 2012. Preoccupante anche la situazione delle spese per il personale che per l'Aler, che è comunque l'immobiliare con il patrimonio più ingente d'Europa, ammonta a 1.136 unità con un costo per il 2012 di 45,7 milioni. Un rapporto tra l'organico e il patrimonio gestito fissato da Maroni in un importo «di oltre il 50 per cento superiore a quello delle altre aziende». A cui vanno incredibilmente aggiunte spese per le consulenze «pari all'esorbitante cifra di 2,7 milioni di euro».
Per questo Maroni annuncia la selezione di una società di revisione contabile «per fare piena luce sui conti», la definizione di un piano triennale di risanamento e il consolidamento dell'attività di vigilanza e controllo dell'assessorato alla Casa. Nei prossimi giorni l'incontro con il sindaco Giuliano Pisapia per dar vita a «un'azione comune, nello spirito di leale collaborazione che ha sempre contraddistinto i rapporti tra Regione e Comune». Da Palazzo Marino tutt'altro che conciliante il tono di Pisapia che imputa il buco da 80 milioni a «un ventennio di malgoverno in Regione». Per cui sarebbe «questo il momento di valutare le responsabilità anche politiche della mala gestione». Nessuna meraviglia per le «inefficienze di Aler», ricordando di averle «da sempre denunciate». E annunciando di voler incontrare Maroni, assicura che «è evidente come gli errori non possano essere pagati dai cittadini». L'assessore regionale Paola Bulbarelli assicura che «se necessario, la Regione interverrà con un anticipo di 30 milioni di euro per assicurare le spese indifferibili». Ma poi «lavoreremo in accordo con i commissari straordinari dell'Aler di Milano per un piano di risanamento finanziario della durata di 3 anni, in grado di sanare la grave situazione di sbilanciamento finanziario».