Il buco da 80 milioni fa paura Le Aler lombarde ai raggi «x»

La relazione del governatore Roberto Maroni che martedì in consiglio regionale ha denunciato il rischio bancarotta dell'Aler con 80,5 milioni di euro di passivo previsto per dicembre e un'esposizione debitoria di 343 milioni, spalanca ora scenari complessi. A cominciare da quello del presidente di Anci Lombardia e sindaco di Varese Attilio Fontana che si dice «particolarmente preoccupato per la possibilità che la grave sofferenza finanziaria in cui versa l'Aler di Milano non rappresenti un caso isolato in Lombardia». E per questo chiede che «venga istituita una due diligence che possa far luce sui conti di tutte le Aler lombarde». Auspicando l'accelerazione del progetto di riforma e soprattutto che «vista l'importanza delle politiche abitative nell'attività dei Comuni» chiede che i sindaci possano «entrare a far parte della nuova gestione delle Aler per superare quegli elementi che hanno determinato una gestione inefficiente».
A tener alta la tensione a Paalzzo Marino, nonostante le promesse di collaborazione tra Maroni e il sindaco Giuliano Pisapia, ci pensa l'assessore alla Casa Daniela Benelli che imputa il buco a «una cattiva gestione in venti anni di Formigoni». E chiede un incontro con la Regione e i commissari «per avere chiaro il bilancio. Perché la convenzione del 2009 entri a regime dobbiamo avere la massima garanzia sul futuro di Aler», vale a dire «sapere se la Regione intende rimettere in assetto i conti di Aler e decidere se Aler sia un ente pubblico di gestione che dà un servizio ai cittadini a reddito basso, oppure da solo deve conseguire pareggio di bilancio. Se ha vocazione sociale non si può mantenere da solo». E poi in merito ad «Alpe», ovvero l'unificazione in un'unica società regionale a cui aspira Maroni con la riforma, la Benelli dice che «non ci convince l'accentramento perché non produce efficienza». E chiede «nuclei di gestione con patrimoni più piccoli con il coinvolgimento dei Comuni per avere più efficienza». Immediata la reazione del consigliere regionale Luca Del Gobbo (Pdl) che, replicando anche alle accuse di Pisapia, parla di «polemiche del tutto infondate e pretestuose». Perché «indicano come responsabile Formigoni, ma dimenticano che la gestione Aler Milano è stata sempre e solo finanziata dalla Regione con gravi inadempienze del Comune». Che «solo per l'ultima annualità ammontano a 7 milioni di euro. Il Comune paghi i suoi debiti invece di pontificare».
E oggi l'assessore regionale alla Casa Paola Bulbarelli è in commissione per cominciare a discutere la riforma delle Aler.