Buenos Aires, ecco il progetto «Shopping serale e sicurezza»

Sei milioni di frequentatori all'anno, circa 135mila a settimana. Che corso Buenos Aires, con una carrellata di 658 vetrine lungo il chilometro e seicento metri di lunghezza, sia già la via dello shopping per antonomasia a Milano non è in discussione. Ma si può fare di più, è la convinzione del Comune. Non può dettare legge sugli orari dei negozi, vige la liberalizzazione, casomai si trova a mettere i paletti nelle zone della movida per garantire la convivenza tra nottambuli e residenti, ma questa volta l'appello ai commercianti è ad abbassare le serrande il più tardi possibile, e se per mettersi d'accordo può essere utile il Duc, il distretto urbano del commercio coordinato dall'assessore Franco D'Alfonso, la porta è aperta. «Dobbiamo trasformare Buenos Aires nel luogo della shopping serale, con i negozi e i bar aperti fino alle 22.30-23 e se i commercianti sono d'accordo e ci vogliono provare, noi li appoggeremo con iniziative ed eventi» assicura. Perchè l'operazione possa decollare e funzioni, è chiaro, non basta che restino aperti una decina di negozi, devono aderire in massa. Ma «il corso di presta allo shopping by night perchè ci sono tante tipologie di commercio, dalle piccole alle medie e grandi marche». E sono questi ultimi soprattutto, con tanti dipendenti, che possono reggere una turnazione allungata rispetto alle piccole botteghe. Ma «come piazza XXV Aprile è diventato il luogo dove si può mangiare a ogni ora - fa il paragone - così ai turisti stranieri anche prima di partire deve arrivare il messaggio che in corso Buenos Aires potranno fare shopping a ogni ora, da febbraio a novembre se il tempo è clemente. Invitiamo i commercianti a mettersi d'accordo». Confermano gli assessori alla Mobilità Piefrancesco Maran e alla Sicurezza Marco Granelli: «Basta andare a fare shopping fuori, nei centri commerciali. Vogliamo che il corso per Expo 2015 torni ad essere attrattivo come negli anni '80».
Fare acquisti la sera, in sicurezza. Possibile? Nella zona sono continue le proteste per l'assedio di abusivi, vù cumprà, scippatori. Per invertire la tendenza lungo tutto il corso, rea l'angolo con piazza Oberdan e quello su viale Regina Giovanna, da via San Gregorio a via Petrella agli incroci di via Scarlatti e piazzale Loreto è prevista l'installazione di 23 telecamere di ultima generazione (15 sono già operative) che invieranno le immagini in tempo reale alla centrale operativa di vigili e carabinieri. Un intervento da 500mila euro sponsorizzato dal Consorzio Buenos Aires fondato lo scorso dicembre e battezzato ufficialmente ieri al teatro Elfo Puccini. Il presidente (e principale finanziatore) è l'imprenditore 83enne Lino Faccincani, che sogna di trasformare il corso «nel primo centro commerciale all'aperto d'Europa», dopo la videosorveglianza si concentrerà sul verde. Il Consorzio ha affidato mesi fa a un esperto del settore un'indagine approfondita su 3mila frequentatori del corso, ha contattato residenti e alberghi per capire i problemi del quartiere. Un intervistato su 5 ha posto il tema sicurezza, con particolare riferimento a contraffazione, vandalismo, accattonaggio. Bene le telecamere chiosa D'Alfonso «ma la sicurezza vera la fanno le persone per strada, non le divise». Il capo dei vigili Tullio Mastrangelo riferisce che sui controlli anti-abusivismo in zona si sono concentrati negli ultimi due anni 5.546 agenti: sequestrate 3.210 merci per reati amministrativi e 196 penali. Elevate nel 2013 ben 5.482 multe per divieto di sosta.