La buona notizia

Elena Gaiardoni

Una casa pulsa come un organismo vivente, così insegna il racconto di Edgar Allan Poe sulla casa Usher. Quando si dice via Bligny 42 a Milano, non si dà solo un indirizzo, ma si avvia l'interlocutore verso un mito nero come l'acqua in burrasca. Quel mito inizia ad avere un'onda chiara, trasparente.

Nel cortile di questo condominio, conosciuto per essere stato negli anni covo di delinquenti, brigatisti, spacciatori, dal 2013 entra la letizia di una Festa di primavera, che domenica 17 aprile giunge alla quarta edizione con l'obiettivo di spazzare via tutta quella malavita consumata nel passato e tuttora serpeggiante tra i monolocali: numerose celle in cui vivono 500 persone.

«Quando nel 2013 iniziammo a colorare le scale di bianco e rosa, l'intento era di arrivare a scalzare ogni più torbido gesto che sia stato compito qui dentro, e che ancora avviene a causa della presenza di una ventina di spacciatori. Domenica metteremo fiori sui balconi, porteremo cibi fatti da noi, condomini e amici, i bambini potranno giocare» racconta Nausica Cavezzale, tesoriera dell'associazione «Bligny 42» costituitasi a scopo di bonifica di via Bligny. La festa inizia alle 15, un simposio intorno a corsi di giardinaggio, laboratori di calligrafia, mercatini di recupero. Una mostra, un aperitivo, un libraio itinerante. Il ritrovo di persone che vogliono trasformare la ragnatela oscura in una trama di storie belle è il primo dei sei che si terranno in tutto il 2016. «Il prossimo, quello del 22 maggio, farà parte dell'iniziativa comunale Piano City 2016. In tutta Milano saranno disposti pianoforti e uno sarà anche nel nostro cortile». La casa Usher sta a poco a poco cedendo i suoi antri black ai raggi di luce. Alla Festa di primavera partecipa anche Udinì, il cartomante, e la carta di viale Bligny 42 sarà il Sole.