La buona notizia

Elena Gaiardoni

Il tappeto è verde come la loro speranza, ma la divisa è scarlatta come il nome: «Red Devils. Scuola calcio Milan», ovvero «Diavoli Rossi», perché entrano in campo con una divisa color rubino, ma in realtà sono angeli azzurri, fedeli al motto: «Volare è amare». Volano con ali di bontà, sinonimo di grinta e determinazione, insieme a Fabio Durante, che ha fondato la onlus cinque anni fa. Via Dei Missaglia 117, questa la sede al Vismara al Gratosoglio.

Sono cento ragazzi dai cinque ai venticinque anni. «Il Milan ci ha nominati società capofila a livello nazionale per il progetto di inclusione sociale e ne siamo orgogliosi. La mia vittoria non è il fischio della fine partita, ma quello d'inizio: ho portato molti ragazzi a essere capaci d'essere capaci». Chiamiamolo Renzo, il ventiquattrenne sordomuto che passava le giornate davanti ai social, facendo disperare la madre. Da quando Renzo è entrato nei «Red Devils», oltre a giocare a calcio, va in pizzeria, sta in mezzo ai suoi coetanei e ha scoperto la vita. Giovani come lui nei «Red Devils» riscoprono la carica anche di vice mister delle diverse formazioni, dai pulcini, agli juniores, alla prima squadra. Sono autistici, vengono da forti disagi famigliari, oppure da storie di vita sulla strada, dove la strada non è prospettiva ma tomba.

Il rosso a cui l'entusiasmo di questi ragazzi si ispira mostra la bellezza della vita anche a chi la vita si è arreso di giocarla, perché preso a calci. «Nella nostra giornata ci sono vere opere di bene - continua Durante -. Una volta al mese distribuiamo pacchi alimentari a famiglie della zona». Pasta, riso, olio, uova e altri beni entrano in questi doni che i «Red Devils» dispensano grazie ai loro autofinanziamenti, che vengono dalla quota d'iscrizione, per chi è in grado di versarla, e dalle donazioni di angeli volontari. Lo sport è agonismo, nel senso che scende nell'agorà, nella piazza, dove ciascuno vive di un abbraccio.