La buona notizia

Elena Gaiardoni

Qua la zampa, estate. Tempo duro per gli animali buoni. Gatti e cani. Il 15 dicembre gli esseri umani li cercano con lena e impettiti li portano in dono sotto l'albero di Natale, il 15 di agosto sotto un albero sperduto li lasciano, lì, soli, come se non avessero un cuore, un cervello che ricorda, una pelle che rimpiange le tenerezze. Fatte in una portineria, anche, perché il bello degli animali è che uniscono il privato al pubblico. Al numero 6 di via Benedetto Marcello la gatta Luna fa la portinaia. Tartarugata, ovvero bianca, rossa, nera, Luna dà una zampa a Massimo Armandi a svolgere il suo lavoro, sonnecchiando vicina alle lettere da proteggere o stando ben attenta ai pacchi in arrivo, essendo ovviamente molto curiosa. Non c'è nessuno che non dica: «Ciao, Luna» quando passa dalla portineria. A volte la trovi in alto, sopra il davanzale dell'alta finestra e ti guarda mentre osservi la posta, sapendo che ciò che Luna scruta con i suoi occhi verdi sarà sempre un segreto. Sono questi gli animali: quelli che stanno tra le pareti domestiche, un po' celati, ma che fanno parte di un modo di essere intimo e cittadino, quando la città è la convivenza non solo di genere, ma di specie.

Un po' avanti, sempre nella Zona 3, dentro la casa di Isabella Salerno è nata l'associazione no profit «Il clan della zampa», sette organizzatori e sessanta associati, che vogliono vivere in modo corretto e civile con il proprio cane e gatto. «Ci siamo costituiti per far rinascere l'area cani di piazzale Bacone, terra di spaccio e degrado. Abbiamo fatto corsi di educazione per i padroni dei cani, che molto spesso permettono al loro quattrozampe di comportarsi in modo molto incivile. Sono stati organizzati corsi di gioco a sei zampe, perché molti non sanno come divertirsi con il pet, un seminario educativo per bambini, lezioni di primo soccorso in un bar di via Boscovich». L'associazione ha raccolto da gennaio duecento chili di pappe per canili e gattili bisognosi.