C'è la Prima. E i vigili scioperano

«Stavolta facciamo sul serio, abbiamo avuto fin troppa pazienza». Dopo l'ennesimo flop delle trattative con il Comune, i vigili del Sulpm annunciano uno sciopero. Che va a colpire dritto dritto la giornata più lunga di Milano: il 7 dicembre, data della cerimonia degli Ambrogini, degli Oh Bej! Oh bej! e della Prima della Scala. Mai come quest'anno la passerella dei vip e delle istituzioni all'ingresso del teatro del Piermarini avrebbe bisogno di livelli massimi di sicurezza, dopo gli attentati in Francia e la paura che serpeggia in città per le valanghe di falsi allarmi bomba. Ma, con tutta probabilità, dovrà fare a meno del contributo di 500 vigili che, dal 13 novembre, stanno dando una mano alle forze dell'ordine per gestire la situazione del post-Parigi rispondendo alle chiamate in centro e in periferia. Loro lo avevano detto mesi fa: «Non ne possiamo più». Avevano accettato di congelare lo sciopero già due volte durante Expo (a metà settembre e alla fine di ottobre) per non fare figuracce agli occhi degli stranieri. «Ma adesso è troppo - protesta Daniele Vincini, segretario milanese del Sulpm - Nessuno ci è venuto incontro. E noi ci troviamo perfino a dover fare i poliziotti per garantire la sicurezza in città pur non avendo l'indennità. Non solo non siamo addestrati per le emergenze, anche se abbiamo imparato a furia di esperienza sul campo, ma abbiamo meno di 50 giubbotti anti proiettile che dobbiamo far ruotare fra tutti i dipendenti». I giubbotti, almeno quelli, dovrebbero arrivare in tempi brevi. Restano però parecchi altri problemi irrisolti: «Abbiamo chiesto cento assunzioni per il 2015 e non abbiamo visto nulla. Non abbiamo avuto nessun tipo di aumento in busta paga e i 36 vigili, a cui è stato rinnovato il contratto a tempo determinato, dal 31 dicembre non ci saranno più». L'unica speranza per poter garantire il servizio degli agenti nel giorno della Prima di Verdi è una precettazione da parte della prefettura. Pur non essendoci il prefetto, il documento potrebbe essere emanato dal vice facente funzioni Giuseppe Priolo. «L'esperienza di Expo - sostengono i vigili - ci ha insegnato che non ha senso tornare indietro sui nostri passi. Pur mostrando la nostra disponibilità, non abbiamo ottenuto nulla. E pensare che, ai tempi di Gabriele Albertini, eravamo 400 in più di adesso». Ora gli agenti in strada sono tremila e si accontenterebbero di centro assunzioni in più. L'era Pisapia va così, al ribasso. E a questo punto, con le elezioni alle porte, c'è il rischio che la trattativa con Palazzo Marino non si chiuda mai e venga lasciata come patata bollente in eredità alla prossima giunta. La nuova batteria comunale si troverà a gestire una situazione sempre più complicata in cui i turn over saranno del tutto sballati e per ogni quattro vigili in pensione ne verrà assunto solo uno. E ora la Scala, che ha scongiurato in corner lo sciopero del personale dietro le quinte, ora rischia di essere sguarnita in piazza e di indebolire i controlli.