C'è l'ombra del ricatto nel misterioso caso della promoter sparita

Disperata, Marilena Re potrebbe aver usato le minacce per pagare un grosso debito

Paola Fucilieri

Una sparizione così anomala sarebbe piaciuta a un giovane Hitchcock, regista di un film come La signora scompare (1938). In ogni caso anche per i carabinieri della compagnia di Busto Arsizio e i colleghi del reparto operativo di Varese questo caso non rappresenta una sparizione qualsiasi, ma un vero e proprio rompicapo, reso ancora più complesso e misterioso da un contesto quotidiano la cui regolarità rasenta la noia. È sempre stata infatti una vita davvero irreprensibile e priva di ogni tipo di straordinarietà quella di Marilena Rosa Re, 58 anni, promoter nei supermercati, madre di due figli grandi e residente con il marito pensionato nel loro appartamento di Castellanza (Varese). Dal quale la signora si è allontanata domenica 30 luglio, di mattina, senza dare più notizie di sé e lasciando lì il cellulare e gli effetti personali, tra cui la sua borsetta. Sempre che sia davvero andata via da sola e di sua spontanea volontà. Comunque portando così, in maniera dirompente e del tutto inaspettata, l'eccezionalità del tormento e della sofferenza nell'esistenza dei suoi cari.

Quel che sta emergendo pian piano dalle indagini, coordinate dal pm Rosaria Stagnaro della Procura di Busto, rivela che in realtà la vita di Marilena non era più tanto «normale» già da un po'. Cioè da quando, in seguito a una serie di attività commerciali intraprese in passato e conclusesi in un fiasco, non solo era stata costretta a contare persino il denaro che spendeva già con parsimonia ogni giorno, ma a scervellarsi per poter far fronte a un debito maturato con l'Agenzia delle entrate e da pagare a Equitalia per una cifra complessiva che rasenta gli 80mila euro. Secondo i parenti e gli amici sentiti in questi giorni dai carabinieri, la donna aveva parlato con loro piuttosto liberamente di quel debito, la cui entità sembra avesse tenuta celata al marito, forse per non farlo preoccupare. Del resto pare anche che Marilena Re avesse già concordato con Equitalia un piano di rateizzazione per il rientro, aspettandosi un aiuto da una persona in particolare, tra quelle a cui aveva confidato il suo segreto. Aiuto che però non le sarebbe mai stato offerto.

Forse c'è un ricatto alla base della sua scomparsa? O una fuga per la vergogna? Quel che sembra evidente al momento è che qualcuno sappia più di quanto dice.

Non si esclude però anche che Re possa aver deciso di dare un taglio netto alla sua vita per ricominciare altrove da zero, come una sorta di moderno Mattia Pascal. O che, in preda alla disperazione, abbia in qualche modo per quel denaro «ricattato», magari non intenzionalmente, qualcuno che poi le ha fatto del male. Infine, com'è ovvio, non si può escludere che la donna, in preda a un silente esaurimento nervoso, possa aver deciso di farla finita.

Intanto le ricerche dei carabinieri proseguono senza sosta. Gli investigatori dell'Arma continuano a cercare Marilena non solo tra Castellanza e Garbagnate (il comune milanese dove vive la suocera malata) ma in tutta la provincia. Finora però senza alcun riscontro. Tutte le piste quindi restano aperte.