«Caccia» agli amici di Flavia, profilassi per 200 in Statale

Gli studenti rintracciati anche grazie al web e ai social Oggi si saprà qual è il batterio che ha ucciso la ragazza

Michelangelo Bonessa

La caccia alla meningite è partita al mattino. Fino al primo pomeriggio una squadra di otto assistenti sanitari e due medici della Asl di Milano si è lanciata alla ricerca di chiunque avesse avuto un contatto con Flavia Roncalli, studentessa 24enne di chimica alla Statale di Milano deceduta per meningite due giorni fa. Stessa sorte toccata a una sua collega in estate. Duecento persone sono state sottoposte a profilassi. La gran parte, 150, sono studenti dell'ateneo milanese che hanno avuto contatti diretti con la ragazza, gli altri sono amici e conoscenti «rintracciati con ogni mezzo compresi i social network - spiega Giorgio Ciconali, dirigente dell'Asl Milano - in un caso ad esempio abbiamo ritrovato grazie a Facebook quattro amici che erano con lei mentre pochi giorni prima della scomparsa si faceva un tatuaggio». Grazie alle nuove tecnologie, anche il lavoro della task force è stato molto più rapido: «Quello che prima si doveva fare solo con il passaparola, oggi si riesce a fare molto più rapidamente grazie alla rete».

In breve le persone più a rischio sono state individuate e gli è stato somministrato l'antibiotico previsto dalla profilassi, una pillola di Ciproxin e si è al sicuro. Anche i vaccini sono una protezione efficace secondo i dati dell'Asl di Milano: «Grazie alle vaccinazioni gratuite per i bambini da diversi anni osserviamo una diminuzione dei casi - afferma Marino Faccini, responsabile per i vaccini dell'azienda sanitaria - siamo passati da una punta di cinquanta casi annui a fine anni novanta a una quota stabile di trenta negli ultimi anni». E i numeri potrebbero ancora migliorare: al momento è disponibile gratuitamente solo il vaccino per la meningite C, con la possibilità di sottoporsi alla cura fino a 18 anni, ma dal prossimo anno saranno disponibili per i bambini anche quello per il ceppo B. Intanto buona parte della popolazione sotto il controllo dell'azienda sanitaria locale è protetta dai vaccini disponibili visto che è coperta per l'88 per cento. Per ora resta l'attesa: oggi si saprà a quale ceppo appartiene il batterio che ha ucciso Flavia Roncalli, subito dopo ripartiranno le indagini per scoprire dove si annida. Per ora, resta la certezza che non esista una connessione diretta tra i due casi che hanno colpito le studentesse: la meningite colpisce entro una settimana, il tempo di incubazione è stato esteso a dieci giorni per prudenza, ma tra i due eventi sono intercorsi quattro mesi. «Anche fare connessioni con quanto succede in Toscana - conclude Ciconali - è decisamente prematuro». In ottobre a Prato è stato contagiato da meningococco C un ventenne, il decimo caso del 2016 tra persone già vaccinate. Anche nella regione d'origine di Matteo Renzi però i casi sono diminuiti proprio in seguito a una massiccia campagna di vaccinazioni. Intanto la paura si è diffusa anche a Milano. E in particolare tra chi frequenta via Celoria 26, sede dei laboratori del dipartimento di Chimica. Nelle mense se ne parla, tace invece il rettore Gianluca Vago. L'università si è messa a disposizione dell'Asl e come gli studenti vive un certo fastidio per l'accostamento tra ateneo e eventi tragici.