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D iciamolo: il mare magno di festival piovuto sulla nostra città in questa fine estate ha avuto un effetto frastornante. Solo per il cinema, si sono contate oltre una decina di rassegne, tra anteprime, panoramiche, cortometraggi, cicli multietnici, retrospettive eccetera. La musica non è stata da meno, con un proliferare di concerti ed eventi che hanno abbracciato quasi tutti i generi, dalla classica all’heavy metal. L’esperimento, concordi anche politici e organizzatori, è migliorabile in futuro. In merito, potrebbe rivelarsi utile il suggerimento rilasciato dal critico ed ex assessore alla Cultura Stefano Zecchi sul programma delle mostre pubbliche milanesi. Gli stranieri verrebbero a vedere le nostre proposte? La Milano europea lanciata verso l’Expo deve infatti potersi confrontare, anche nella cultura, con le capitali del Vecchio continente e anche con quella provincia che a volte offre appuntamenti annuali e biennali appetitosi, da Mantova a Montreaux, passando per Locarno. Concentrare sforzi e investimenti su una o più specificità legate a Milano - e non ne mancano nell’arte, nella musica, nell’architettura e nel teatro - aumenterebbe l’appeal della città anche come centro di produzione culturale con un nutriente indotto sulle risorse interne. Forse meglio che polverizzare l’offerta in una miriade di pacchetti importati e che alla fine lasciano pochi segni. L’esperienza di MiTo è senz’altro una pista su cui puntare, come dimostra uno studio presentato dalla Bocconi, secondo cui il 60 per cento degli spettatori - oltre 160mila in 25 giorni - ritiene che la manifestazione abbia migliorato l’immagine della città e in parte la qualità della vita e le possibilità di socializzazione. L’alta qualità del cartellone ha inoltre permesso di raggiungere un pubblico non abituato alla musica, aprendolo all’ascolto di nuovi generi. MiTo è stato anche un esempio di cultura democratica visto che - come rivela lo studio - il suo pubblico si è suddiviso equamente tra «esploratori» (24%), «festivalari» (22%), «onnivori» (13%), rockettari (19%) e colti (22%). Buon segno.