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B isogna ammetterlo: l’attuale pluralismo nella politica culturale cittadina -frutto anche della vacatio dell’assessorato che fu di Sgarbi- ha creato una certa vivacità e competizione tra gli attori in campo. Dopo la festa dei musicofili da poco conclusa, hanno di che gioire anche i cinefili. Gioisce Giovanni Terzi, assessore comunale al Tempo Libero e in predicato di governare ufficialmente anche la cultura, o almeno la sua parte più «contemporanea». Il tempo libero, del resto, ha bisogno di cultura così come la cultura di tempo «liberato» e Terzi, già da tempo, si trovava in prima fila nella promozione di festival e rassegne per giovani e meno giovani. Dopo i concertoni estivi, l’assessorato festeggia per i risultati della rassegna sul cinema che ha fatto registrare, pur nel marasma degli eventi, grande afflusso di presenze: duecentomila spettatori per il Milano Settembre Cinema con proiezioni, incontri, dibattiti, laboratori eccetera. Se a questi dati si somma il successo di MiTo -170mila spettatori- hanno ben donde tutti coloro che oggi affermano, teatranti inclusi, che «a Milano la cultura non dorme». Guardando i risultati sotto altra angolazione, questi paiono soprattutto la conferma di quanto alta sia sempre stata la fame di cultura e spettacoli nella nostra città e di come la domanda fino a oggi abbia di gran lunga superato l’offerta. Il successo di pubblico, dunque, non esime gli operatori dall’impegno nella qualità della proposta che a Milano deve sempre parametrarsi a quella delle capitali europee. Di livello europeo, o meglio mondiale, la collezione museale che l’imprenditore milanese Guido Angelo Terruzzi ha messo a disposizione degli spettatori a Palazzo Reale. All’inaugurazione dei giorni scorsi, le istituzioni hanno promesso una sede permanente per un tesoro che vanta oltre 5000 pezzi di altissimo valore e qualità tra dipinti, arredi e oggetti. Sarebbe un bel regalo alla cultura e al genius loci di questa città. Speriamo che non succeda come per gli archivi di altri grandi milanesi: Buzzati, Strehler, Zanuso...