Il campione olimpico ieri nel nuovo centro Adidas di corso Sempione

«Nella vita per ottenere qualsiasi cosa bisogna sudare e la corsa è uno dei modi migliori per farlo. La corsa insegna a non arrendersi, ad andare in fondo alle cose e se sono diventato quello che sono lo devo proprio a questo». Haile Gebreselassie campione olimpico dei 10000 metri piani ad Atlanta 1996 e Sydney 2000, recordman della maratona e ancora oggi primatista mondiale dei 20.000 metri piani e dei 30 km (su strada) nella sua carriera ha stabilito 26 record mondiali e vinto 4 campionati del mondo, oltre ai già citati 2 ori olimpici. Per chi corre, per chi ha la passione della maratona, è qualcosa di più di un mito. E domenica per la prima volta correrà a Milano. Non la maratona, neppure un tratto di staffetta. Solo qualche chilometro, un gesto simbolico per dare un tocco di nobiltà a una corsa importante e per far contento il suo sponsor Adidas di cui è uno dei volti principale. Gebre è stato ieri la «star» dell'inaugurazione del nuovo Runbase che l'azienda tedesca ha aperto all'inizio di corso Sempione proprio di fronte all'Arco della Pace. Una casa dei runner milanesi, dove si potranno testare i prodotti, dove ci si potrà cambiare, incontrare, chiedere consigli e ovviamente dove si potrà far base per poi andare a correre. «Dopo Boston, Londra, Tokyo e Berlino tocca a Milano ospitare questa nuova idea di store - spiegano all'Adidas -. Non un negozio ma una “base” per tutti gli appassionati della corsa. Qui chi corre sarà di casa, potrà seguire i nostri eventi che saranno comunicati giornalmente sul nostro sito www.runbase.it e trovare amici e compagni di corsa». Non solo. A disposizione degli amanti della corsa ci saranno i tecnici che Adidas metterà a disposizione gratuitamente per adattare i programmi di allenamento di Giorgio Rondelli a chi si avvicina al running ma anche a chi già corre o vuole preparare una gara o semplicemente migliorarsi. Si comincia proprio nella settimana della maratona milanese che è la vetrina perfetta. «Milano è una città importante - spiega Gebre - e quindi merita una maratona di primo piano. Sono felice di essere qui in queste giornate di gara e anche di aver contribuito a disegnare il nuovo tracciato che tocca tutti i punti principali della città ed è anche veloce. Certo non basta un tracciato veloce per fare i record perché poi nessuno può sapere cosa succederà domenica mattina, che meteo ci sarà. Quelle sono decisioni che si prendono molto in alto...». Milano come Berlino dove i grandi della maratona Gebre compreso hanno firmato i record mondiali? «Berlino - racconta il campione etiope - resta una maratona veloce e particolare. Perché lì c'è tutto per andar forte: tracciato, organizzazione, avversari...». E a suon di record ormai si chiedono tutti quando si riuscirà a finirà una maratona sotto le due ore: «Qualche anno fa avevo detto che ci sarebbero voluti 25 anni - spiega Gebre -. Ora credo che ne basteranno 15. Sta cambiando tutto molto velocemente a cominciare dai materiali e dalle scarpe. Dico sempre che se prendiamo un atleta e gli diamo un paio di scarpe degli anni Novanta e un paio di calzature di oggi non potrà mai fare gli stessi tempi. Ma sono cambiate anche le tecniche di allenamento e la preparazione». Gebre parla e ti incanta. Come quando correva. Finito di gareggiare si diceva che in Etiopia avrebbe potuto cominciare una carriera politica. Ma c'è anche chi lo vedrebbe presidente della Federazione internazionale di atletica a giocarsela con i due candidati alla poltrona Sergiei Bubka e Sebastian Coe. Ma non è ancora tempo: «Non sono pronto - spiega -. Non è ancora arrivato il momento di una vera rivoluzione...».