Campus Expo, aut aut di Vago «Fondi entro l'anno o lascio»

Il rettore della Statale chiede al governo di collaborare «Noi finanziammo i due terzi, mancano 120 milioni»

(...) del Centro di ricerca clinica pediatrica finanziato grazie a una donazione della Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi- Ma abbiamo necessità di un co-finanziamento per la parte mancante, che deve necessariamente venire dalle istituzioni pubbliche. Se entro novembre-dicembre, o comunque entro fine anno, non avrò garanzie, io lascio l'idea». I tempi c'erano, ma ora diventano stretti evidentemente. Anche perchè la situazione dell'Ateneo a Città studi è più che mai precaria sia dal punto di vista dell'organizzazione logistica sia da quello delle strutture che ormai sono vecchie e avrebbero bisogno di importanti interventi di ripristino. Se non ci sarà i trasloco il «piano B» saerebbe una anacronistica ristrutturazione di Città Studi, con edifici vecchi anche di un secolo. Ma un nuovo Campus sull'area Expo significherebbe anche nuovi i laboratori e un risparmio sulla manutenzione e sulle spese che l'Università ha stimato intorno agli 8-9 milioni: «Non posso andare oltre quel tempo - avverte Vago - Il problema pratico immediato è che abbiamo dei tempi molto stretti e per noi è fondamentale capire al più presto possibile se questa operazione sarà praticabile o se, in caso contrario, dovremo gestire la situazione di Città Studi, che è molto compromessa e ci sta creando molti problemi. Adesso dobbiamo decidere, è molto semplice. Non c'è nessuna polemica Io sto ponendo il problema del Campus che è specifico e riguarda la nostra programmazione». Per far sì che il progetto si realizzi e che il Campus traslochi a Rho-Pero le istituzioni pubbliche dovrebbero mettere a disposizione circa 120-130 milioni di euro. Una cifra che è stata stimata dal Boston Consulting Group che è stato incaricato dall'Università Statale del lavoro di progettazione in base al quale si prevede una spesa totale di 360 mln circa «Il mio bilancio - spiega ancora Vago - dipende da finanziamenti ministeriali, da tasse studentesche, tutti elementi che non controlliamo noi. Ho necessità dunque di una copertura politica da parte delle istituzioni, Governo, Regione e Comune che sono di fatto quelli che stanno gestendo l'operazione attraverso Arexpo. Se l'operazione 'nuovo Campus' non passa penseremo ad altro. Ma io ho bisogno di capire cosa succede».

Finora di fatto non c'è nessuna certezza ma la novità è la posizione espressa dalla Regione Lombardia che si è detta disponibile a una copertura economica attraverso l'utilizzo di parte dei fondi infrastrutturali. «Stiamo vedendo in queste ore e in questi giorni se questa via è percorribile, e in che misura. Se così fosse cambierebbe in maniera significativa il quadro, ma ancora non abbiamo conferme. Per noi non è un'operazione semplice - insiste Vago - noi ci assumiamo un rischio, peraltro indebitandoci significativamente»

Solidale con il rettore della Statale è l'assessore al welfare della Regione LOmbardia: «Richiamiamo il Governo alla responsabilità, perché è grave che dopo quasi 2 anni non abbia ancora dichiarato con chiarezza la sua disponibilità sulle risorse- spiega Giulio Gallera- La data ultima è la legge di Stabilità. E'grave che ancora non si sia trovata una soluzione. Lo stesso Human Technopole non può vivere senza un contesto universitario, motore di tutta l'operazione»