Candidati presidente tra lotta agli abusivi e Montenapo no-auto

Parisi lancia i 9 nomi del centrodestra che puntano a guidare i Municipi: «Siamo la squadra che governerà con un controllo pignolo della città Renzi? È premier, parli anche con me»

Chiara Campo

«Noi dieci vogliamo essere la squadra che governa Milano». Obiettivo e foto di gruppo del candidato sindaco del centrodestra Stefano Parisi davanti a Palazzo Marino con i 9 che correranno per la presidenza delle Zone, ribattezzate Municipi dopo la riforma approvata nei giorni scorsi in Consiglio comunale. Una riforma che affida più poteri al decentramento, per questo Parisi fa un appello ai cittadini a scegliere bene, «il voto per i municipi è importante, oltre a dare la fiducia a me diano fiducia ai 9 presidenti». Per la prima volta si potrà scegliere il nome sulla scheda come per il sindaco. Parisi garantisce che gli uomini della sua squadra «saranno vicini al territorio e dovranno garantire un controllo pignolo anche sui microproblemi di famiglie, imprese, negozi. Sto girando molto e c'è una grandissima domanda do essere ascoltati». Nove uomini, nessuna donna. Una settimana fa il manager aveva rimbrottato i partiti per non aver previsto almeno una «quota rosa» per la guida dei municipi, ma «non ho neanche insistito - ha precisato ieri -, l'importante è andare sul merito e sulla qualità». E i candidati si sono già fatti le ossa nei parlamentini in questi anni. I nomi. Forza Italia ha indicato nella Zona 1 Filippo Jarach, nella 7 il giovane Marco Bestetti (ribattezzato il «commendator Bestetti» da quando il leader Silvio Berlusconi lo ha coinvolto sul palco durante una kermesse al Dal Verme, ed è condierato il «golden boy» del partito) e nella zona 9 Giuseppe Lardieri. Quattro sono i candidati presidenti targati Lega: Samuele Piscina nella 2, Paolo Bassi nella 4, Piermario Sarina nella 6 e Igor Iezzi nella 8. Fdi ha scelto Vincenzo Viola per la zona 3 e Milano Popolare Alessandro Bramati per la 5. «Non siamo stati catapultati qui da nessuno o calati dall'alto - sottolinea Bestetti - ma siamo cresciuti dal basso, nei nostri quartieri, e questo è un bel messaggio di meritocrazia che nel centrodestra si sta facendo sempre più largo. Da parte del centrosinistra negli anni scorsi c'è stato il mantra della democrazia partecipata ma poi in questi 5 anni si è fatto tutto il contrario e nelle zone abbiamo subito le scelte prese altrove senza alcun tipo di coinvolgimento. Noi vogliamo ribaltare l prospettiva, anche in maniera indisciplinata: perchè al di là delle competenze previste per i municipi noi saremo di pungolo su tutti i problemi». Piscina ricorda che Pisapia nel 2011 basò la sua campagna sul rilancio delle periferie ma «ha presto in giro gli elettori, basta vedere i quartieri come Giambellno, Quarto Oggiaro o Corvetto lasciati allo sbando». Il leghista promette rilancio delle periferie, no alla moschea in via Esterle e alla preghiera negli scantinati abusivi, revisione degli ambiti di sosta. Viola che punta alla Zona 3 tocca due emergenze mal gestite in questi anni, «gli abusivi di giorno e i bivacchi notturni in corso Buenos Aires» e «immigrazione clandestina incontrollata lungo i Bastioni e intorno al Lazzaretto». Jarach si giocherà la sfida clou del centro e pensa già a «Quadrilatero della moda senz'auto, corso Garibaldi semi-pedonale, accesso libero alle auto del car sharing nelle ztl». Parisi ha annunciato la riapertura di piazza Castello al traffico, ma il candidato in zona 1 frena su tempi e modi: «Dobbiamo studiare la soluzione migliore dopo uno studio con urbanisti». Da Parisi infine una stoccata a Matteo Renzi, in città a maggio per la campagna del candidato del Pd Beppe Sala: «É premier, spero che parli anche con me e gli altri quando viene».