«Il candidato sindaco? Un nome autorevole per le ferite di Milano»

La deputata di Fratelli d'Italia e Milano 2021 «Siamo monogami: fedeli al centrodestra»

Alberto Giannoni

Paola Frassinetti, milanese, deputata di Fratelli d'Italia alla terza legislatura, a lungo consigliera provinciale e per 5 anni coordinatrice regionale di Fdi, come sta il partito a Milano?

«A Milano partiamo dal dato delle politiche, che ci ha visto al 4,3%, raddoppiando il risultato delle Comunali. Bene quindi, e nel fine settimana abbiamo una manifestazione importante, che vedrà impegnati tutti noi, e gli ospiti come Giovanni Toti e Giancarlo Giorgetti. Poi Giorgia Meloni chiuderà domenica alle 11».

Il coordinatore della città di Milano è in arrivo?

«Per ora del partito si stanno occupando la coordinatrice regionale, i parlamentari milanesi e gli eletti in Regione, insieme ai sei consiglieri municipali che sono la nostra voce nei quartieri».

E come stanno i quartieri?

«Sala aveva promesso che avrebbe sistemato le periferie, non mi pare che sia accaduto. Noi abbiamo a cuore riqualificazione e sicurezza delle periferie. Siamo stati a Rogoredo, e ora vediamo che qualcosa si muove, ma certo non basta e non arriva da Milano. Sala è un uomo dei grandi annunci e questa città avrebbe bisogno di una cura più meticolosa».

È il vostro tema forte?

«Abbiamo sicuramente la volontà di riqualificare i quartieri. Siamo attivi nella battaglia per evitare che a Città studi sia tolta l'università, con i servizi connessi. Il quartiere si chiama così per l'università e non vogliamo che si sposti tutto per fini speculativi».

E i Navigli riaperti?

«Sono zone e scelte complicate, c'è il problema del traffico, che crea congestioni. Poi diciamo no all'aumento del biglietti Atm siamo convinti che il sindaco dovrebbe occuparsi di più anche delle attività sociali. Milano deve tonare al centrodestra. La Milano innovativa e a trazione turistica è opera del centrodestra. Sala ha solo tagliato i nastri».

Centrodestra confermato?

«Come ama dire la Meloni: siamo monogami. Restiamo al nostro posto, il centrodestra, e ci auguriamo che vada avanti questo schieramento con cui governiamo la Regione e ora città come Sesto e Cinisello, da sempre in mano alla sinistra. Siamo sovranisti, molti si avvicinano a noi, abbiamo avuto tante adesioni anche di amministratori, vogliamo crescere, includere, tenendo una linea da cui non deflettiamo».

E di destra.

«Sì, una destra moderna che ha radici e storia. Questo coraggio è stato premiato: Fdi oggi è una realtà consolidata che vuole attrarre, rappresentare categorie, piccole e medie imprese, chi sperava una riduzione delle tasse per esempio».

I rapporti con la Lega?

«Siamo patrioti, non tifiamo contro il governo, vogliamo sviluppo e crescita ma constatiamo che la linea dei 5Stelle ha il sopravvento e allora ci opponiamo a questa deriva. Non abbiamo paura, non ci facciamo ricattare dallo spread ma vorremmo che le spese fossero per investire».

Il candidato per Milano?

«Fdi può dire la sua. Serve un personaggio di autorevolezza e competenza. Per poterlo individuare avremo molta voce in capitolo».

Un indipendente? «Una Moratti leghista» dice l'identikit della Lega.

«Guardiamo molto alla persone, bisogna che rientri in canoni e requisiti politici e ideali e deve esser soprattutto un sindaco che fa rinascere Milano e non si limita agli annunci, andando a risolvere problemi che ci sono nelle periferie e nel sociale. Deve cercare di risanare alcune criticità che la sinistra finge di non vedere».