Cane abbandonato per strada Sul web è caccia alla coppia

Si «liberano» di uno spinone, ma c'è una telecamera e il sindaco pubblica subito il video su Facebook

Elena Gaiardoni

Prendete quei due. Se li troveranno, di certo si ricorderanno per sempre del loro cane, quei due che ieri mattina nel comune di Boffalora Sopra Ticino, nel milanese, sono arrivati a bordo di una Smart Forfour, vecchio modello, nel prato deserto vicino al cimitero. La donna ha aperto la portiera di destra, mentre l'uomo in t-shirt bianca scendeva da quella di sinistra. Dopo la donna è sceso anche un cane.

Scodinzolava, convinto di fare la consueta passeggiata insieme ai «suoi», invece quelli sono risaliti in macchina e se ne sono andati in meno di venti secondi: nessun bisogno corporale si espleta in così poco tempo come un abbandono. Il cane li ha rincorsi, rimanendo solo in mezzo alla strada a scrutare l'auto che se ne andava. La coppia ha compiuto il gesto freddamente, senza un indugio, in pochi secondi, non ha sentito neppure il bisogno di fargli l'ultima carezza. Per fortuna le telecamere non servono solo per gli eccessi di velocità o i divieti di sosta, per fortuna la telecamera ha ripreso i due «attori» di una scena che si starà ripetendo in molti luoghi anche in questo momento, dando origine a una delle vergogne disumane dell'estate: l'abbandono di animali.

Il sindaco di Boffalora, Curzio Trezzani, ha fatto postare il video sulla pagina Facebook del Comune per dare la caccia ai rei di aver lasciato un cane sulla strada, come se fosse un sacco di patate. Wanted: la caccia è aperta, tutti possono identificare la Smart blu con le modanature chiare, non è un modello molto comune. Ognuno di noi può trovare sulla sua strada quei due che si sono liberati di un cane, non pensando di lasciargli neppure una ciotola d'acqua e di cibo, almeno per il primo giorno in cui sarebbe rimasto senza la sua casa, perché per un cane la casa diventa talmente dimora, cuccia, nido che la protegge e la difende. Non a caso lo chiamiamo Fido, come fiducia, non a caso il primo a riconoscere Ulisse tornato a Itaca dopo dieci anni è il vecchio cane Argo.

Il cane, un incrocio di spinone bianco, beige e marrone, sta bene e si trova nel canile sanitario di Sedriano. Insieme agli insulti, alle indignazioni, alle proteste su Facebook sono già arrivate richieste di adozione per L'animale. È accaduto anche due giorni fa, a Milano in metropolitana: stessa scena.

Se li ritroveranno le sanzioni non sono leggere. In Italia l'abbandono è vietato i sensi dell'art. 727 del codice penale che prevede l'arresto dei colpevoli con pena fino a un anno o una multa dai mille ai diecimila euro. Secondo il ministero della Salute, «chi abbandona un cane, non solo commette un illecito penale, ma potrebbe rendersi responsabile di omicidio colposo», in quanto un quattrozampe solo può provocare un incidente mortale.

Questa la legge a cui si è arrivati dopo anni di lotte, riconoscendo a un animale la facoltà di sentire dolore, non solo fisico, ma anche morale. Un animale partecipa alla legge divina della sofferenza delle creature. Se è in grado di avvertire il pericolo tanto da dare il sangue per la vita degli esseri umani, perché non dovrebbe sanguinare nel cuore quando gli esseri umani, dopo aver fatto finta di amarlo, gli tolgono all'improvviso l'amore?