Cannabis, dopo le proteste ora Sala "smonta" i manifesti

Il sindaco segnala all'Agcom i poster dell'Hemp Fest. Fdi: «Meglio tardi che mai». Fi: «Adesso vieti il festival»

Le prime denunce a mezzo stampa (da parte dell'assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato) sono arrivate ai primi di aprile, quando i manifesti del «4.20 Hemp Fest» che si terrà in via Mecenate dal 3 al 5 maggio, ribattezzato il «festival della cannabis», hanno cominciato a sventolare sui palazzi e nei punti clou della città, compreso lo «striscione di benvenuto» davanti alla stazione Centrale. «Io non sono una droga» è uno dei claim promozionali dell'evento, sotto l'immagine di una foglia di canapa che richiama anche il Duomo di Milano. Gli organizzatori dopo le proteste di esponenti Fdi (compresa la leader Giorgia Meloni) e Forza Italia nei giorni scorsi hanno ribadito che al festival parteciperanno imprenditori del settore della cannabis light e precisato che «la canapa è anche una pianta industriale dalle molteplici applicazioni (bioedilizia, settore energetico, terapeutico) che niente ha a che vedere con la droga».

Ma ieri è intervenuto anche il sindaco, definendo quel manifesto «odioso, sbagliato e pericoloso perchè un giovane non riesce a distinguere: vede una foglia di canapa e può arrivare a pensare che allora la marijuana è legale». Secondo Beppe Sala «sopratutto i manifesti stanno creando polemica. Lì si parlerà di canapa industriale, e questa è una realtà, non credo che si possa vietare l'evento in sè». Si è rivolto invece «ad Agcom (l'autorità per garanzie nelle comunicazioni, ndr.) segnalando la cosa e, posto che non ci ha ancora risposto», ha «chiesto alla vicesindaco Anna Scavuzzo di parlare direttamente con i promotori e chiedere di intervenire direttamente. Quel manifesto non va assolutamente bene quindi chiediamo di rimuoverlo o, visto che abbiamo saputo che vorranno andare avanti» con manifestazioni analoghe «perchè sulla canapa industriale si stanno costruendo interessi economici, una cosa del genere non abbia più a ripetersi».

La Scavuzzo ha contattato gli organizzatori venerdì, ma sottolinea che «già la scorsa settimana la consigliera del Pd Alice Arienta aveva posto la questione da cui è partita la segnalazione ad Agcom, dopo proteste di diversi genitori e scuole. É stata trattata anche al tavolo Protocollo scuole sicure con prefettura, vigili, Ats, Ufficio scolastico. La campagna era più ampia e contestiamo solo quel messaggio, particolarmente rischioso per i ragazzi delle medie che non ancora la consapevolezza per distinguere tra la canapa, che ha una sua legittimità nell'uso come antidolorifico o biocombustibile, e l'hashish o la marijuana». La campagna sarebbe finita comunque martedì prossimo, «ho chiesto agli organizzatori di anticipare lo smontaggio a lunedì - dice Scavuzzo - e su quelle future faranno un passaggio preventivo in Comune per evitare ogni ambiguità».

Restano le polemiche. E domani si preannuncia una seduta infuocata in Consiglio. «Meglio tardi che mai, Sala batte un colpo solo dopo le nostre ripetute proteste - attacca il deputato Fdi Carlo Fidanza, candidato alle Europee -. Ma lo invitiamo a leggere anche il programma completo dell'evento, non mancherà un convegno antiproibizionista, il che dimostra che la canapa industriale è solo un pretesto per fare propaganda alla cannabis in tutte le sue forme, droga compresa». Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale e consigliera di Forza Italia, è prima firmataria della mozione che ribadisce come il messaggio del poster nel mirino sia «devastante e altamente diseducativo per gli adolescenti. Come faranno le famiglie con adolescenti che consumano cannabis a convincere i figli a non farne uso? In questo modo si delegittimano i genitori, si mettono in grave difficoltà sopratutto quelli che stanno affrontando il problema della dipendenza da questa sostanza nei loro figli e si riduce la loro possibilità di contenere i rischi di una possibile evoluzione verso l'uso di droghe come eroina e cocaina». E insiste affinchè ora il sindaco blocchi la manifestazione: «Se della canapa si possa fare o meno un uso terapeutico, diverso da quello, assai pericoloso, come droga rivolta soprattutto ai giovani, saranno i medici a dirlo, certo non gli organizzatori dell'Hemp Fest. Dal Comune ci saremmo aspettati una presa di posizione netta, responsabile. Non basta criticare i manifesti e una campagna pubblicitaria che hanno gettato un'ombra intollerabile sulla manifestazione. Sala non può cavarsela dicendo che lì si parla però di canapa industriale. Non si può giocare sugli equivoci, Fi chiede che il Festival non si svolga».