Il cantiere di via Borgogna? È una giungla abbandonata

Sparite le ruspe, solo erbacce sull'autosilo bloccato dai giudici. I residenti scrivono al Comune: «Invano»

Nella città dei cantieri che rende ormai quasi impossibile la vita dei milanesi costretti a usare quotidianamente l'auto, ce n'è uno in pieno centro da mesi abbandonato, una specie di giungla urbana con le erbacce alte che fioriscono sulle macerie. Siamo in via Borgogna, nell'area di San Babila paralizzata dai lavori della metro 4. Questo cantiere però, come scrivono i residenti esasperati, con le opere pubbliche non c'entra nulla.

Le ruspe arrivarono lo scorso inverno capitanate dalla società Expo Borgogna Parking per avviare i lavori di un autosilo sotterraneo privato approvato dal Comune e dalla Soprintendenza tra mille polemiche. Il centro è pieno di autorimesse vuote anche a seguito di provvedimenti come Area C e il progetto di Expo Borgogna Parking apparve denso di criticità, soprattutto per quanto concerne la distanza di sicurezza degli scavi dai fabbricati alti oltre 32 metri. Criticità talmente evidenti da spingere il Consiglio di Stato a sospendere i lavori lo scorso aprile, accogliendo il ricorso di Bryan&Barry, uno degli esercizi commerciali maggiormente penalizzati da un cantiere che promette di rimanere aperto per molti anni. Un brutto film già visto in piazza XXV Aprile (causò anche la chiusura del glorioso teatro Smeraldo) e in piazza S. Ambrogio e che i milanesi speravano di non rivedere mai più. Ma tant'è.

In attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato tutto tace, il blocco di via Borgogna è ormai uno status quo, le erbacce crescono e la società Expo Borgogna Parking ha nelle ultime settimane portato via ruspe e trivelle. Non tace il comitato dei residenti che fa capo ai condomini di via Borgogna che il 19 luglio ha inviato una lettera al Comune di Milano, Settore Parcheggi per avere numi in merito a una serie di perizie sulle fondamenta dei fabbricati di via Borgogna civici 2 e 4. «Tre mesi fa i funzionari del Comune e anche la direzione dei lavori vennero in loco a constatare gli esiti di uno scavo che evidenzia la presenza di uno zoccolo di fondamenta che andrebbe a interferire con il muro di sostegno del parcheggio sotterraneo, profondo oltre 15 metri» fa presente uno dei tecnici del comitato dei residenti. «Abbiamo sollecitato più volte un parere su questa perizia ma non abbiamo avuto dal Comune alcuna risposta, neppure alla richiesta formale di valutazione strutturale degli edifici sulla base del collaudo statico risalente al 1951».

Nella lettera inviata al Comune, i residenti contestano l'istanza con cui Expo Borgogna Parking ha recentemente chiesto l'approvazione di un nuovo progetto che dovrebbe contenere alcune modifiche in merito soprattutto alla futura rampa di accesso dell'autosilo. Un'istanza giudicata «del tutto inaccettabile, in quanto anche il progetto di variante non prevede in alcun modo l'accessibilità dei mezzi di soccorso per gli ingressi condominiali e neppure l'accesso alla prevista fermata dei mezzi pubblici». L'odissea di via Borgogna è solo all'anno zero.