Il cantiere di San Babila resta abbandonato Sala fa nuove promesse

Il sindaco: «Nella prima giunta affronteremo il problema. Se non si risolve va smantellato»

Due mesi fa anche il sindaco Giuseppe Sala si arrese all'evidenza di quello che è il vero scandalo a cielo aperto del centro storico. Parliamo del cantiere dell'autosilo di via Borgogna, aperto nel gennaio del 2016 e bloccato dopo soli quattro mesi dal Consiglio di Stato che accolse il ricorso dei residenti e a marzo sentenziò: il progetto è da rifare. Due mesi fa, dicevamo, il sindaco assicurò che sul cantiere abbandonato all'incuria, a senzatetto e ai topi, il Comune avrebbe presto preso una decisione: «Dal mio punto di vista bisognerebbe veramente esaminare la possibilità di smantellare il cantiere e ridare viabilità, posto che uno stop ci sarà. In questi giorni ci lavoreremo». Parole del 14 aprile scorso. Ma l'indegno spettacolo nel cuore di San Babila è rimasto tale. Raggiunto dal Giornale, il sindaco non nasconde una punta di imbarazzo: «È vero, la situazione va risolta, in questi mesi è stata gestita dall'Assessorato alla Mobilità, ma ora non c'è più tempo da perdere: dobbiamo affrontare il problema nella prossima Giunta, quella di venerdì». Cioè quella di oggi.

Che l'assessore Granelli se ne sia occupato per davvero non è dato sapere, visto che in quasi due anni si è sempre rifiutato di rispondere al Giornale sull'argomento. Ma i residenti non perdono le speranze e confidano nella pragmaticità del sindaco che ammette: «Abbiamo purtroppo ereditato un problema, ma a questo punto o ci sono le condizioni perchè il cantiere riparta, oppure è doveroso smantellarlo. Siamo in contatto con l'impresa responsabile per capire quali margini esistano perchè un nuovo progetto sia approvato».

Già, ma prima che ciò avvenga, ovviando alle irregolarità procedurali che ne hanno sancito il blocco, potrebbero passare molti mesi, magari un altro anno. «Abbiamo acquisito le trascrizioni dei disegni del nuovo progetto - dice Sala - ora dobbiamo capire se tutto è regolare, altrimenti è doveroso restituire la via ai cittadini». Anche perchè potrebbero piovere nuovi ricorsi, sulla scia di una perizia che arriva dal Politecnico di Milano e che evidenzia gravi rischi strutturali per i fabbricati limitrofi al futuro parcheggio sotterraneo. Non solo. A vacillare, come emerge dagli atti, è l'intero piano economico del progetto di Expo Borgogna Parking - alias Claudio Salini Spa - che ha gonfiato a dismisura i prezzi dei box in un quartiere dove gli autosilos sono semivuoti. Dulcis in fundo: il suddetto piano, che fu asseverato da Banca Etruria, ha come unico garante la fideiussione assicurativa di un Paese «black list», Gibilterra. Su questo tema, forse il più scottante per i cittadini, Sala non si sbilancia: «Vedremo, l'impresa ha assicurato che il piano sta in piedi». Assicurazioni che valgono quanto il due di briscola qualora la società fallisse in corso d'opera e i costi della voragine di via Borgogna crollassero, quelli sì, sulle spalle dei milanesi.