Cantieri in centro? «Quel parcheggio ora è un'assurdità»

Il candidato del centrodestra Parisi garantisce un intervento risolutivo sui discussi lavori in via Borgogna

Mimmo Di Marzio

«Quel cantiere in pieno centro è un'assurdità, se verrò eletto sindaco mi impegnerò a trovare una soluzione a favore della città». Il candidato di centrodestra Stefano Parisi, alla vigilia del voto amministrativo, affronta un'ultima urgente questione che riguarda l'urbanistica cittadina: il progetto del parcheggio sotterraneo in via Borgogna che rischia di paralizzare l'area di San Babila per molti anni e che attualmente è stato bloccato dal Consiglio di Stato per presunte irregolarità. Parisi, che rivestì la carica di city manager nella prima giunta di Gabriele Albertini, non nasconde di essere stato, a suo tempo, favorevole al piano parcheggi. «Era la fine degli anni Novanta - racconta Parisi - e la città aveva problematiche completamente diverse da quelle di oggi. Sono trascorsi quasi vent'anni ed è pazzesco pensare di far partire un'opera del genere con un tale ritardo. Sarebbe come se oggi pianificassimo la viabilità della Milano del 2036. Tra vent'anni forse non avremo più auto in centro o forse saranno tutte elettriche e magari senza conducente» .

Eppure la cronaca di oggi vede il cantiere di un'opera privata che sfregia il centro storico a due passi dal Duomo e sul cui futuro gravano angosciose incognite. Un progetto varato quando ancora non esisteva l'Area C e che in vent'anni non è mai stato rettificato. «È vero - continua Parisi - e io sono totalmente dalla parte dei residenti a cui oggi mi sento di poter dare qualche speranza. Mi risulta che il progetto di via Borgogna presenti delle irregolarità e potrebbe essere definitivamente cancellato senza neppure l'obbligo di penali da parte dell'amministrazione pubblica. In caso contrario, se sarò io il sindaco di Milano, valuteremo l'entità di queste penali per trovare una soluzione positiva».

Le irregolarità di Expo Borgogna Parking, già all'origine della sospensiva del Consiglio di Stato, sarebbero state confermate da una perizia tecnica effettuata nelle scorse settimane e da cui si evince che lo scavo non rispetterebbe le distanze di legge rispetto ai fabbricati di via Borgogna 2 e 4, mettendone pericolosamente a rischio la stabilità. Una battaglia legale che adesso diventa anche politica. «È noto che l'area di San Babila - aggiunge Parisi - pullula di autosilos semivuoti, costruirne un altro costituirebbe solo un danno per la città».