Cantieri e scuole, conto alla rovescia

Mancano due settimane alla prima campanella scolastica e il Comune si prepara al conto alla rovescia. L'obiettivo è chiudere in tempo tutti i cantieri: da un lato i trasferimenti di istituti in nuovi edifici; dall'altro le manutenzioni di aule e servizi igienici nelle strutture già esistenti e utilizzate finora. L'assessore ai Lavori pubblici, Carmela Rozza, che segue gli interventi sul patrimonio immobiliare del Comune, monitora la situazione giorno per giorno: «Dalle informazioni in mio possesso - dice - stiamo rispettando il crono-programma». Una rassicurazione che non perde di vista la prudenza: «Le ultime due settimane, però, sono quelle della verità - aggiunge - Le ditte stanno comunicando che tutto procede regolarmente, ma lunedì mattina faremo il punto coi dirigenti comunali per verificare la situazione reale». Nel pomeriggio, poi, la commissione consiliare esaminerà la situazione.
I lavori di manutenzione ordinaria, poi, sono solo una parte dell'impegno complessivo di Palazzo Marino. Una bella fetta delle risorse e degli sforzi sono indirizzati alla soluzione del problema-amianto. Sono già in corso, o in via di apertura, 18 cantieri per la bonifica dell'amianto residuo in materiali presenti negli edifici scolastici: dalla materna di via Thomas Mann (700mila euro) al plesso scolastico di via Brianza-via Venini (350mila euro). In tutto si parla di 6 milioni. Altre opere di bonifica dell'amianto sono in fase di appalto e le buste dovrebbero essere aperte a settembre. Secondo l'assessorato si tratta di materiali presenti in locali non frequentati dagli alunni. Si tratta di altri 18 cantieri, due lotti per complessivi 6 milioni e 250mila euro. A questi si devono aggiungere altri 6 appalti di somma urgenza partiti a luglio in seguito alla chiusura di altrettante scuole per la presenza di amianto: via Viscontini, viale Puglie, via Strozzi, via Martinelli, via Hermada e via Brocchi.
Il Comune, in tutto sta spendendo circa 80 milioni di euro per i lavori alle scuole (alcuni finanziati dalla precedente giunta). Milano riceverà dallo Stato («Decreto del fare») 5-10 milioni, ma per un piano vero di ricostruzioni - calcola l'assessore - ne servirebbero altri 100. «Abbiamo tutte le scuole statali in immobili del Comune - e su queste abbiamo commissionato un'analisi mai fatta dal '96 - poi una marea di scuole chiuse e tutti gli asili “prefabbricati a tempo” e ormai scaduti, quindi da abbattere». «Cento milioni dunque - spiega Rozza, che ha assunto la delega a marzo - sarebbe il vero fabbisogno per ragionare su un piano di ricostruzioni minime, ma per poterlo concretizzare occorre superare i vincoli imposti anche su questo dal patto di stabilità. Con gli altri Comuni lo stiamo chiedendo al governo, anche perché stiamo ragionando di un effettivo diritto all'istruzione». «Certo - osserva - la situazione di Milano è migliore di altre realtà, ed è molto variegata, ma non possiamo dire che la situazione della logistica e dell'edilizia scolastica sia soddisfacente al cento per cento».