Canzoni e parole Rivive sul palco il mito del Signor G

In scena al Piccolo Teatro Grassi tre serate con comici e musicisti: il Cpm, Mussida e il duo Ale-Franz

«Beh, a questo punto potremmo anche scioglierci come hanno fatto i Beatles. Cantare e recitare Gaber e Jannacci in teatro, e per di più al Piccolo, è per noi un incredibile punto di arrivo». Scherzano, ma fino a un certo punto, Ale & Franz, star incontrastate della rassegna «Milano per Giorgio Gaber», ormai una piacevole tradizione all'ombra della Madonnina (a prescindere dal colore delle giunte che si sono alternate alla guida di Palazzo Marino), organizzata dall'omonima Fondazione presieduta dalla figlia Dalia Gabersick, nel solco dell'integrazione fra musica, teatro e cabaret com'è sempre piaciuto all'artista milanese scomparso nel 2003. Mercoledì sera, la premiata ditta della risata intelligente - lanciata da quelli di Zelig e accompagnata per l'occasione dalla band «rubata» ad Enrico Ruggeri - debutta con “Gaber, Jannacci, Milano, Noi” al Piccolo Teatro Grassi. Una produzione inedita e creata ad hoc per la manifestazione dopo aver avuto accesso agli archivi della Fondazione Gaber (in passato toccò a Claudio Bisio, Neri Marcorè, Gioele Dix, Luca & Paolo), quella nella storica sala di via Rovello, la cui unica replica è andata tutta esaurita in un battibaleno.

«Il titolo dello spettacolo (di e con Ale & Franz) la dice lunga: noi siamo l'ultima ruota del carro e, dopo 20 anni di carriera, possiamo dire senza timore di smentita che siamo ciò che abbiamo ricevuto da Gaber, Jannacci e da questa città», ha spiegato Franz, al secolo Francesco Villa. In bilico tra teatro e canzone, Franz e socio dimostreranno anche di saper suonare (pochi sanno che sono musicisti): «Le mie canzoni preferite? Di Jannacci - patrono dei disgraziati mai ringraziati, per dirla con Umberto Eco -, “Parlare coi limoni”; di Gaber “Destra Sinistra” che mi ha sorpreso per il suo essere di un'attualità sconvolgente».

Il Teatro Grassi ospiterà anche gli altri due spettacoli: questa sera «Il grido. Giovani oggi. Canzoni, immagini, riflessioni», una serata davvero singolare durante la quale i giovani - da un lato, i musicisti del Centro Professione Musica guidato dal chitarrista storico della Pfm Franco Mussida; dall'altro, alcuni studenti universitari coordinati dal giornalista Massimo Bernardini, dal presidente della Fondazione Gaber Paolo Dal Bon e dallo stesso Mussida - si confronteranno con le provocazioni gaberiane; martedì, infine, «Giorgio Faletti. L'assurdo mestiere», una «passeggiata» attorno alla figura all'attore, cantante, scrittore.