Caos profughi in Centrale Aggrediti due militari

Uno straniero si avvicina al fucile di un soldato. Viene fermato e scoppia la rivolta

(...) Intorno alle 15 il senegalese, già segnalato per droga, è arrivato alle spalle di un militare dell'operazione «Strade sicure», che stava pattugliando i giardinetti di piazza Duca d'Aosta. «Amico, amico!» ha gridato ridendo il ragazzo straniero, indicando il fucile che questi militari portano davanti, sul petto e quindi toccando il calcio dell'arma. «Fucile, fucile, fucile!» ha continuato il senegalese. Il militare, un giovane napoletano, a quel punto ha reagito, invitando il senegalese ad allontanarsi e a lasciare stare il fucile, quindi ha chiesto i documenti al profugo. Che glieli ha negati iniziando a gridare: «No, solo polizia e carabinieri, no!».

A quel punto il militare ha chiesto ausilio proprio ai carabinieri che hanno immediatamente bloccato l'africano mentre lui non ne voleva sapere di essere portato in caserma e proprio per questo non solo ha ferito un carabiniere a una mano (poi portato al Fatebenefratelli) ma anche lo stesso militare (3 giorni di prognosi per contusione muscolare al braccio con ecchimosi alla clinica Città Studi) con cui aveva litigato e che, insieme ai colleghi, cercava di tenerlo fermo. Momenti di tensione che sono sembrati ore. Un fitto capannello di gente ha accerchiato la vettura dell'Arma, schierandosi con lo straniero in manette, gridando «Lasciatelo! È un matto». Ed è volata persino una bottigliata che ha colpito l'autoradio dei carabinieri. In serata si è saputo da una nota che «il questore in via d'urgenza attiverà, presso la commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, la procedura di revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari nei confronti dell'aggressore».

La vicenda ha suscitato diverse reazioni politiche. Il primo a dire la sua è stato Luca Lepore, assessore alla Sicurezza del Municipio 2 di Milano. Lepore ha postato sul suo profilo Facebook un video dei tafferugli di cui è stato testimone. «Ecco il quotidiano degrado al quale la nostra città è abbandonata. Ecco un altro episodio di ordinaria follia, in pieno giorno in mezzo ai passanti. Non è più rinviabile la questione dell'immigrazione incontrollata». Il sindaco Giuseppe Sala ha minimizzato: «Abbiamo di nuovo la dimostrazione che l'attenzione deve essere massima e che le nostre forze dell'ordine agiscono e reagiscono bene. Infatti c'è stato un happy end». «Ormai con la cura del centrosinistra la stazione Centrale è diventata il Bronx, per buona pace del sindaco che voleva sistemare le periferie riuscendo al contrario a trasformare le vie centrali in ghetti» ha spiegato Riccardo De Corato, capogruppo di Fdi in Regione. «Quanto accaduto in Centrale è gravissimo - commenta Silvia Sardone, consigliere comunale di Forza Italia -. Questi immigrati che bivaccano nei giardinetti rappresentano una situazione di delinquenza e degrado vergognosa che dura da tempo». Chiede invece il «rimpatrio immediato per tutti gli extracomunitari responsabili dell'aggressione» l'assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali. «I presidi di sicurezza in Centrale sono costanti - ha voluto precisare Carmela Rozza, assessore comunale alla Sicurezza -. La polizia locale è presente con due pattuglie con insegne e due in borghese, più altre due pattuglie in via Sammartini. A queste si aggiungono i presidi dell'esercito e quelli delle forze dell'ordine».

Paola Fucilieri