Caos San Raffaele: i sindacalisti ultrà scaricati dal prefetto

Andreana: «La palla passa a Rsu e Regione». Tensione in via Olgettina, sciopero l'8 maggio

Non ci sarà nessun incontro in prefettura sul caso San Raffaele. Quello che il prefetto Camillo Andreana poteva fare ha fatto. Cioè: ha condotto, a gennaio, la cosiddetta procedura di raffreddamento tra le parti (che aveva portato a un accordo tra sindacati e azienda, poi bocciato dal referendum dei lavoratori). Quell'accordo - che avrebbe tra l'altro congelato i licenziamenti per un paio di anni - sarebbe tuttora una buona piattaforma da cui ripartire.

Ma, ci tiene a precisare Andreana, non si può far finta che non sia stato sottoscritto nessun documento e ricominciare da zero. Questo invece vorrebbero i sindacalisti della Rsu: «Vorremmo un tavolo sgombero da pregiudiziali» spiega il delegato Angelo Mulé. «Siamo arrivati adesso ad un punto - spiega invece il prefetto - in cui con una procedura di raffreddamento otterrei meno di quanto ottenuto in passato. Auspico quindi una ripresa delle relazioni sindacali ordinarie. La palla ora è ai sindacati e alla azienda». O al massimo è in mano all'assessore regionale alla Sanità Mario Mantovani: è infatti dai tavoli del Pirellone che potrebbe arrivare una proposta di mediazione tra le parti. Della telenovela dell'ospedale di via Olgettina discuterà il Consiglio regionale nella seduta di martedì.

Insomma, la prefettura non può più essere interlocutore nelle trattative. A dire la verità, non c'è nulla di nuovo. A specificarlo è stata una lettera del 21 febbraio firmata dall'amministratore delegato del San Raffaele, Nicola Bedin, dopo il referendum blocca accordo. «Nessun tavolo negoziale - si legge - né nessuna trattativa possono essere riaperti in quanto ogni tentativo in tal senso è già stato esperito nelle opportune sedi».
I sindacati insistono e continuano a chiedere all'azienda di mostrare i bilanci e di bloccare i licenziamenti. Senza tuttavia essere disposti a trattare.

Ieri in ospedale ci sono stati ancora disagi e intoppi nel servizio. I lavoratori hanno nuovamente occupato l'accettazione dopo il blitz di lunedì mattina, e non sono mancati momenti di tensione con la polizia. Tanto che una dipendente è finita a terra, battendo un fianco.
«I lavoratori del San Raffaele - spiega la delegata della Rsu Usi Sanità, Grazia Monicelli - continueranno ad occupare l'accettazione fino a quando l'azienda non farà sapere se è disponibile a riaprire le trattative sui licenziamenti». Per evitare rallentamenti nelle visite e disagi ai pazienti, la direzione dell'ospedale ha deciso che il ticket verrà pagato direttamente nei reparti, almeno fino a quando non si calmeranno le acque.

Dopo un'altra tornata di picchetti e proteste, i sindacati si riaggiorneranno lunedì, con la convocazione di una nuova assemblea.
Intanto è stato fissato per l'8 maggio lo sciopero generale della sanità pubblica e privata della Lombardia. Nella manifestazione confluiranno vari nodi: quello dei 244 licenziamenti del San Raffaele, gli esuberi del gruppo Mutimedica e del gruppo Bracco. Lo stato di sofferenza di cliniche, aziende private e ospedali pubblici.