Da Caprotti a Bettiza a Tettamanzi, Milano omaggia i suoi grandi

Palazzo Marino ha reso nota la lista dei nomi che verranno iscritti al Famedio di Milano: da Caprotti a Bettiza, da Tettamanzi a Giovanna Cavazzoni a Nanni Svampa

Milano omaggia i suoi grandi, come da tradizione, con l'iscrizione nel Famedio, il luogo di sepoltura dei suoi cittadini più illustri. Il prossimo 2 novembre, celebrazione in onore di tutti i defunti, nel Pantheon del capoluogo ambrosiano al Cimitero Monumentale saranno iscritti i nomi dei milanesi più famosi e meritevoli.

Stamani la commissione consultiva di Palazzo Marino ha deciso, votando all'unanimità, la lista dei nomi: l'elenco comprende il cardinale arcivescovo Dionigi Tettamanzi, Kengiro Azuma (scultore giapponese), Enzo Bettiza (giornalista e fondatore del Giornale), Giovanni Bignami (astrofisico), Nella Bolchini Bompani (fondatrice della Commissione Visitatrici per la maternità), Lina Buffolente (fumettista), Bernardo Caprotti (imprenditore e patron dell'Esselunga), Osvaldo Cavandoli (regista e fumettista), Giovanna Cavazzoni (fondatrice dell'associazione Vidas, che assiste i malati terminali e le loro famiglie), Claudio De Albertis (presidente Triennale di Milano), Mercedes Garberi (storica dell'arte), Silvio Gazzaniga (scultore e orafo), Paolo Limiti (autore e conduttore tv), Luigi Pestalozza (musicologo e partigiano), Nanni Svampa (cantante e storico custode della memoria del dialetto meneghino).

Più e meno noti recentemente scomparsi dopo una vita all'ombra della Madunina, a cui hanno reso lustro con una vita di successi lavorativi e impegno sociale degna di essere ricordata nel marmo.

"Con l'iscrizione al Famedio Milano omaggia e ricorda per sempre i suoi cittadini illustri, personalità che per l'impegno, il lavoro e la loro testimonianza hanno contribuito a rendere grande la nostra città, e a farla conoscere al mondo come un luogo accogliente e dalla grande vivacità artistica, culturale e imprenditoriale", ha commentato il presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolè.