«Caro Armani, paga tu i restauri per il Castello»

«Giorgio Armani finanzi i restauri del Castello Sforzesco». Il patron di Tod's, Diego Della Valle, la butta lì e chiama in causa il collega stilista per sistemare uno dei simboli di Milano. Anche se, a dirla tuta, in città ci sarebbero altre priorità: dalla Galleria alle guglie del Duomo. «Mi piacerebbe che domattina Armani si alzasse e dicesse “debbo tanto all'Italia e a Milano, voglio dare un contributo per sistemare il Castello Sforzesco“» se ne esce l'imprenditore marchigiano, che ha sborsato di tasca propria 25 milioni di euro per i lavori al Colosseo. Una provocazione? Potrebbe sembrare visto l'avversione di Armani verso Milano.
Re Giorgio infatti in passato non ha perso occasione per definire la città «un suk», «un luogo sporco e pieno di graffiti ovunque». E addirittura aveva ammesso: «Andrei più spesso a Roma ma poi aumenta il mio dispiacere di tornare a Milano e vedere come è ridotta». Certo, aiutare i restauri del Castello sarebbe una bella occasione per far pace, una volta per tutte e per dare una mano a migliorare il volto della città che ospiterà Expo. «Oggi - ha proseguito Della Valle - credo che sia il momento che quelli che come noi hanno avuto tanto dalla vita e dall'Italia si mettano a disposizione del Paese dando anche agli italiani la certezza che noi non li lasciamo soli».
L'occasione per sfoderare la butade è stato il «saluto» alle statue firmate dallo scenografo Dante Ferretti. I grossi giganti in vetro resina, simbolo del popolo del cibo di Expo e con la pretesa di aver richiamato le opere di Arcimboldo, inizieranno il loro tour nel modo: dal Moma di New York, dove il premio Oscar Ferretti le esporrà nella propria mostra personale, gireranno tutto il mondo da Roma a Tokyo, da Pechino a Buenos Aires.
Alcune riproduzioni sono già esposte in stazione Centrale, alla Triennale e in largo Beltrami. E presto i protagonisti del «Popolo del Cibo» arriveranno in piazza San Babila e negli aeroporti di Malpensa e Linate.
«Milano - interviene il sindaco Giuliano Pisapia - augura buon viaggio a Dante Ferretti e alle sue statue del Popolo del cibo, testimonial di una Expo dei Popoli che contribuirà a trovare risposte concrete alle grandi emergenze del mondo: dal cibo sicuro alla lotta agli sprechi, dall'acqua come bene comune allo sviluppo sostenibile. New York celebrerà nei prossimi giorni Ferretti che sarà portabandiera del messaggio e dei contenuti di Expo 2015 negli Stati Uniti come nel resto del mondo. Anche grazie a Dante Ferretti metteremo in scena una Expo da Oscar». Intanto cresce il numero di Paesi che hanno aderito a Expo. Mentre si attende l'ok degli Stati Uniti, è arrivata la richiesta di Capoverde, 133esimo paese che sale sul carro dell'evento. «Abbiamo recuperato molto dopo il maltempo della scorsa primavera e ci siamo riallineati al programma» traccia il quadro dei lavori per il 2015 il commissario Giuseppe Sala. «A inizio novembre - ha proseguito - assegneremo gli spazi per cominciare i lavori nel primo padiglione, quello italiano, e a fine anno il 50% dei lotti degli altri Paesi». Tutti concordi nel dire che è in atto «un grande recupero».