«Caro Pisapia, sui grandi temi facciamo un patto anche noi»

La linea del nuovo capogruppo azzurro Tatarella sottoscritta dagli alleati «Ora un nostro Nazareno per fare le opere che servono alla città per l'Expo»

Una versione milanese del «patto del Nazareno» siglato a gennaio tra il leader del Pd Matteo Renzi e di Forza Italia Silvio Berlusconi. Un patto di non belligeranza su alcune riforme per il bene del Paese, in quel caso. Qui, il neo capogruppo di Fi Pietro Tatarella lancia al sindaco Giuliano Pisapia un «patto per Expo, già sottoscritto da tutti i capigruppo del centrodestra: Marco Osnato (Fdi), Alessandro Morelli (Lega), Marcovalerio Bove (Ncd) e Matteo Forte (Popolari per l'Italia). Mettono sul piatto un'opposizione responsabile per accelerare (ad esempio) opere come la linea M4, nata quando governava il centrodestra, o per votare in tempi stretti il Bilancio 2015, evitando che il Comune si trovi costretto a spendere «in dodicesimi» quando Milano sarà invasa da milioni di visitatori e ogni emergenza sarà dietro l'angolo. Se i conti non saranno approvati presto non sarà - non dovrebbe essere - per colpa dell'ostruzionismo. «I milanesi e tutti gli attori economici aspettano Expo come una grande opportunità per il territorio - è la premessa - ma le istituzioni e tutte le forze politiche dovrebbero esprimere in maniera concreta e condivisa un impegno complessivo». É «fondamentale» dunque «lanciare un patto che apra ad un confronto costruttivo, capace di andare oltre gli annunci e gli slogan della giunta». Non significa, avvertono i capigruppo, «smettere di fare opposizione, anzi, con questo documento diamo un ultimatum a Pisapia e alla sua litigiosa maggioranza, inchiodandoli di fronte a precise richieste e proposte». Se di Expo e M4 si può parlare rimarcano, è merito della ex amministrazione. E la delibera votata due giorni fa dalla giunta Pisapia per proseguire con i cantieri da Linate a San Cristoforo è stata approvata tra molti dubbi e con la possibilità tecnica di fare retromarcia. Entro il 31 dicembre va chiuso il closing finanziario, ossia le banche devono sbloccare i fondi ai soci del project financing. «Ci sono nodi da sciogliere, in particolare sul cantiere del parco Solari - ammette il centrodestra -, ma non saremo noi a dare l'alibi alla giunta per sfilarsi dalla costruzione della M4». Sono «controproducenti ora - ammette Tatarella - anche i banchetti di Fi contro il taglio degli alberi nella zona, non diamo motivo ora alla sinistra per tirarsi indietro, cerchiamo di chiudere il closing finanziario, che ci darà modo di iniziare i lavori, e una volta portato a termine saremo i primi a proporre, da gennaio, delle varianti». E «indiremo campagne di comunicazione per spiegare nel dettaglio ai cittadini l'opera, nata grazie al centrodestra». Altra priorità, appunto, il Bilancio 2015: «Proponiamo a Pisapia di iniziare subito il dibattito e votarlo entro febbraio, per garantire le coperture di spesa a opere e servizi in un anno delicato».

Nelle prossime settimane il patto sarà arricchito di punti, «dai trasporti, ad aeroporti, emergenza casa, politiche fiscali». Sul tema del divorzio da Aler ad esempio, l'opposizione chiederà che i lavoratori a rischio siano riassorbiti nella società che gestirà gli alloggi comunali. La palla passa a sinistra, «scelgano se sedersi a un tavolo con una forza di opposizione responsabile o continuare a sedare liti interne alla maggioranza che rischiano di bloccare la città». Più che un patto, puntualizza Osnato, «è un'ultima chance che diamo a Pisapia di portare ai milanesi qualche risultato». E Fi potrebbe annunciare a giorni il ritorno a «casa» di Bove, fuoriuscito per fondare Ncd.