Casa: gli aumenti con la nuova tassa

Il ministro dell'Economia «crede» che non pagheremo di più, autorevoli esponenti della maggioranza lo sperano, ma dalle previsioni si ricava un'idea diversa: con le nuove imposte sugli immobili messe in cantiere dal governo (e con gli ultimi sviluppi su aliquote, addizionali e detrazioni) rischiamo di rimetterci, anche a Milano. Il quadro cambia giorno per giorno, ed è difficile star dietro alle evoluzioni, ma c'è una fotografia del passaggio dall'Imu al nuovo sistema (Iuc, Tasi e Imu a seconda che si tratti di prima casa o no). L'ha calcolata la Uil servizio Politiche territoriali, costruendo un'elaborazione su cinque diverse ipotesi e calcolando l'esborso medio per case di cinque vani delle varie classi catastali. I cinque esempi sono legati a cinque possibili aumenti addizionali che potranno essere applicati dal Comune (per un totale dello 0,8 per mille, che potrà essere spalmato fra prima abitazione e non, con un tetto del 3,3 per mille sulla prima casa e dell'11,4 per le altre).
Primo esempio: in caso di aliquota al 2,5 per mille sulla prima casa e al 11,4 sulla seconda, a Milano sulla prima casa si pagherebbe 358 euro, e in caso di detrazioni medie di 139 euro (somma delle varie possibili agevolazioni, comprese quelle dell'ultima legge di stabilità) si arriverebbe a 219. Di Imu (nel 2012) si è pagato mediamente 292 euro. Per la seconda casa, la media (in questo caso del 2013) era 1.516 e si passerà a 1.630 euro (+114 euro). Nel secondo caso, con un aumento dello 0,1 per mille sulla prima casa (fino al 2,6 per mille) e dello 0,7 sulla seconda (fino al 11,3 per mille) le cifre sono queste: si pagherà 372 euro sulla prima casa (233 con detrazioni) e 1.616 sulla seconda. Terza possibilità, l'addizionale è spalmata in questo modo: lo 0,2 per mille sulla prima casa (fino al 2,7) e lo 0,6 sulla seconda (fino all'11,2). Il risultato calcolato dalla Uil è che si pagherà 386 euro (247 con le detrazioni) sulla prima casa e 1.602 sulla seconda. Quarta ipotesi: con un aumento diviso in due 0,4 sulla prima casa (fino al 2,9) e 0,4 sulla seconda (fino all'11) la Uil calcola che i proprietari sborseranno 415 euro (276 con le detrazioni) sulla prima abitazione e 1.573 sulla seconda (la media dell'ultimo anno di pagamento, ricordiamolo, è 292 euro sulla prima e 1.516 sulla seconda). Ultima ipotesi: aumento tutto sulla prima casa (aliquota al 3,3) e aliquota al 10,6 sulla seconda si raggiunge questo quadro: 472 euro di Tasi sulla prima casa (333 con detrazioni) e 1.516 sulla seconda.
Il sindacato è piuttosto critico (come del resto le associazioni dei proprietari e dei consumatori). «Speriamo che sia l'ultimo atto della telenovela del ballo del mattone» dice Guglielmo Loy (nella foto) segretario Uil, a proposito dell'emendamento che il governo si appresta a presentare sulla Tasi, «questo perché ormai siamo al quinto cambiamento delle norme in appena 9 mesi del governo Letta». «L'addizionale aggiuntiva - spiega Loy - ci può dare soltanto un'idea di quello che potrebbe accadere, in quanto tutto dipende dalle scelte che faranno i Comuni su aliquote e detrazioni selettive. Per questo, chiediamo al Governo che il decreto contenga un indirizzo chiaro sulle detrazioni che non dovranno penalizzare i pensionati e i lavoratori dipendenti, in quanto, come dimostrano le nostre simulazioni, senza detrazioni in molti casi, la Tasi è più “salata” dell'Imu».