Casa, l’«idea» di Pisapia Altre tasse per i ricchi per scontarle ai poveri

Un ritocco per alleggerire le imposte sulla casa. Il luogo è la sede della Fondazione Ambrosianeum di via delle Ore, la circostanza la presentazione del rapporto sulla città «Milano 2012. Le generazioni che verranno sono già qui». E il sindaco, Giuliano Pisapia, approfitta del pubblico cattolico e assai attento al sociale per anticipare un provvedimento allo studio nei colloqui tra maggioranza e opposizione, ovvero la riduzione dell’Imu sulla prima casa per coloro che possiedono un alloggio degradato. Dove andare a recuperare i fondi necessari, nel caso in cui effettivamente si passasse dalle parole ai fatti? Dalle case più moderne e di lusso, risponde il sindaco.
«Stiamo valutando in questi giorni, nel confronto serrato con l’opposizione, di cercare di diminuire l’Imu prima casa per le abitazioni più degradate ed eventualmente aumentarla per quelle più ricche e moderne» le parole del sindaco, che ricordando altri interventi della sua giunta per togliere ai “ricchi” per dare ai poveri, ha citato l’articolo 53 della Costituzione, quello che recita: «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività».
Nulla di deciso in proposito. «Ne ho parlato a un convegno, è un’ipotesi su cui stiamo riflettendo» ha precisato all’uscita dell’Ambrosianeum, sottolineando lo stadio ancora embrionale del progetto di rivisitazione dell’Imu.
Secondo calcoli della maggioranza, tra le ipotesi allo studio ci sarebbe quella di aggiungere due punti per mille in più sulle prime case di lusso per tagliare mezzo punto a quelle più povere. In questo caso (il progetto è delle sinistre) l’aumento dell’aliquota Imu prima casa salirebbe dal 4 per mille al 6 per mille per gli immobili di lusso, compresi nelle categorie A1, A8 e A9.
La riduzione da 4 al 3,5 per mille riguarderebbe invece gli alloggi «più degradati», almeno dal punto di vista catastale, ovvero gli immobili in categoria A4 e A5. Le case A1 sono 2.500, le A8 sono 88 e le A9 143 e secondo le simulazioni, l’aumento dell’aliquota sulle case di lusso garantirebbe un gettito supplementare di circa 2,5 milioni di euro.
Si continua poi a valutare il pacchetto di agevolazioni sull’Imu seconda casa: l’ipotesi a cui sta lavorando la maggioranza è di scontare di un punto percentuale l’aliquota per le seconde case regolarmente affittate, che pagherebbero il 9,6 per mille. Invece il tetto massimo del 10, 6 per mille rimarrebbe per le seconde case sfitte
Un altro punto su cui sembra di essere vicini all’intesa è la riduzione dell’Imu per gli esercizi commerciali: si parla di un taglio di 2 punti (si arriverebbe così al 8,6 per mille) per i negozi e di un taglio di 1,5 punti per le attività artigianali. Le onlus che prima pagavano l’Ici pagheranno invece l’8,8 per mille.
Pisapia, nel corso del convegno, ha anche citato dati impressionanti sulla difficoltà a pagare gli affitti, certamente potenziata dalla crisi economica: secondo le parole del primo cittadino, sono aumentati del 64 per cento gli sfratti per morosità. Un dato raggelante.
Un elemento rassicurante, almeno per la sorte degli over 60 che spesso vivono soli, è invece che «a Milano la maggior parte degli anziani ha una casa di proprietà».