In casa nessun estraneo e quelle ferite incerte: giallo sulla fine di Mariana

Eseguita l'autopsia sul corpo della giovane colf. I genitori arrivati dalla Romania

Vogliono ricordare solo il suo grande sorriso, la bellezza contenuta ma radiosa. E quella felicità risicata, gli occhi velati di tristezza, che hanno negli occhi tutte le persone costrette a lasciare il proprio paese, la famiglia, per emigrare e trovare un lavoro all'estero. Toat dragostea mea, «tutto il mio amore» diceva il biglietto lasciato da Mariana Odica attaccato al frigorifero della casa paterna, nella romena Tulcka, dopo l'ultima visita a casa e prima di ripartire per l'Italia, diversi mesi fa.

Nessuno ha dubbi. La giovane signora per cui faceva la domestica qui a Milano (anche se appena da un giorno), la famiglia (arrivata ieri in aereo dalla Romania), gli inquirenti, l'ex fidanzato, un'amica: era un'ottima persona Mariana, la collaboratrice domestica e baby sitter 35enne trovata morta, colpita da almeno cinque coltellate, domenica sera, intorno alle 23, nell'appartamento della sua datrice di lavoro a pochi passi dai Navigli, in viale Coni Zugna 65. Non si parla mai male dei morti, è vero. Tuttavia Mariana aveva davvero lasciato del bene ovunque era passata, con la sua presenza lieve, docile e mai invasiva, come hanno spiegato la madre e il padre agli inquirenti.

Gli investigatori della squadra mobile aspettavano gli esiti decisivi dell'autopsia sul cadavere della giovane. Un esame, quello autoptico, che ieri mattina ha stabilito come la governante è morta tra il pomeriggio di sabato scorso, intorno alle 15, e le 13 di domenica.

A scoprire il suo corpo senza vita, in una stanza di passaggio vicino al bagno di servizio, è stata la padrona di casa, 44 anni, madre di due figli, appena rientrata dal week end al mare in Liguria.

I fendenti che hanno ucciso Mariana - inferti con un coltello da cucina della casa rinvenuto sotto il cadavere - sono tutti non molto profondi, al petto e alla gola. Anche le ferite che la colf aveva alle mani non sono compatibili con il tentativo di difendersi da un eventuale aggressore. Elemento che - insieme all'assenza di segni di effrazione su porte e finestre, al fatto che non mancano quadri e arredi di valore e che sul tavolo della stanza della donna c'erano circa 450 euro in contanti - ha portato gli investigatori a escludere la pista del furto. E, per gli inquirenti, anche la pista passionale non è da prendere in considerazione: nella casa non c'erano tracce tali da indicare che la governante avesse ricevuto un amante prima di morire.

Proprio per tutti questi elementi, emersi dagli accertamenti svolti dal medico legale, non si può quindi accantonare la pista del suicidio. Al contrario.

Si scava nel passato, è ovvio. Sì, ma cosa può emergere da una vita così lineare, pulita, senza ombre? La squadra mobile è al lavoro per sentire tutte le persone che la 35enne romena conosceva in Italia. La sua datrice di lavoro l'aveva assunta in prova da appena 24 ore, grazie al passa parola e alle referenze di alcuni conoscenti, con l'idea di portarla in vacanza con sé e i due figli nel mese di agosto. Ma le erano bastate poche ore, qualche parola, per avvertire che da Mariana non sarebbe mai arrivato nulla di male. Troppo solare, anche se con gli occhi tristi.