Casapound, scontro in aula sul caso sicurezza

Il Pd e Rizzo bocciano la gestione da parte della Digos. Oggi vertice tra Sala, prefetto e questore

Si terrà oggi pomeriggio il vertice chiesto dal sindaco Beppe Sala a prefetto e questore per alzare la sicurezza a Palazzo Marino dopo l'incursione di giovedì scorso in aula di esponenti di Casapound in consiglio e gli scontri che sono seguiti dopo con i centri sociali che stavano manifestando in piazza Scala (e torneranno in presidio giovedì). «Non drammatizzerei - ha precisato ieri il sindaco - ma quello che è successo è anche l'occasione per ripensare un pò ai sistemi di sicurezza. Sono temi su cui qualcun altro in maniera professionale ci deve suggerire cosa fare. Non voglio essere io a dire tornelli sì o tornelli no». «Non ho - ha aggiunto Sala - la percezione che ci possano essere pericoli, è chiaro che qui si entra con molta facilità. Abbiamo voluto dare l'idea di una casa aperta, chiederò se possiamo continuare così o se dobbiamo adottare misure diverse. Se ci dicono che il rischio c'è non posso prendermi la responsabilità di fare in maniera irrazionale certe scelte». Sul blitz e sulla gestione della sicurezza si è scaldato ieri il Consiglio. Alessandro De Chirico (Fi) ha precisato: «Non sono dalla parte dei militanti di Casapound ma o si sanzionano tutti alla stessa maniera o nessuno, nella casa dei milanesi sono sempre entrati contestatori, oggi sembra che chi non la pensa come la sinistra è uno squadrista». Critiche dal leghista Alessandro Morelli, che ha sventolato in aula il volantino con cui l'estrema destra chiedeva le dimissioni del sindaco per la doppia inchiesta su Expo, al consigliere di SinistraxMilano Paolo Limonta che si era scaldato e avvicinato ai banchi del pubblico gridando «fascisti»: «Non sono bravi maestri quelli che mostrano i pugni». Filippo Barberis (Pd) contesta invece Morelli che agita il volantino e lo provoca sui rapporti tra Lega e Casapound. Ribatte Massimiliano Bastoni: «La Lega ha una collocazione diversa» e « chi in aula chi ha alzato il dito contro dei giovani non ha dato un buon insegnamento». Sulla sicurezza, Basilio Rizzo (Milano in Comune) e Carlo Monguzzi (Pd) bocciano sia la gestione da parte della polizia che l'idea dei metal detector, Gianluca Comazzi (Fi) è favorevole.

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