Dopo case e capannoni ora occupano i negozi

A Milano gli autonomi hanno preso possesso di uno spazio dell'Aler con sei vetrine

Hanno già organizzato una festa con musica, giochi, dj set e performance di street art. Così, tanto per far vedere che hanno a cuore la vita dei quartiere e dei suoi residenti. E dare ragione ai compagni che siedono in consiglio di zona. Ma facciamo un passo indietro. La settimana scorsa gli autonomi hanno occupato i negozi di via Segneri, al Giambellino. Si tratta di sei vetrine, un bello spazio che hanno provveduto a ristrutturare, armati di martello, per adattarlo alla loro esigenze. Una ventina di ragazzi hanno abbattuti muri divisori dei negozi di proprietà dell'Aler, per creare un grande open space. Al momento non è chiara né l'area di riferimento né gli obiettivi specifici dell'occupazione, se non che viene utilizzato solo di giorno. L'iniziativa si chiama Cronache di resistenza 4.0, «rotta sul 25 aprile in Giambellino» lo slogan che accompagna il volantino della festa. Il tutto con l'avallo della maggioranza politica istituzionale del parlamentino di zona.

La settimana scorsa il gruppo di Fratelli d'Italia ha presentato una mozione urgente per «invitare l'assessore alla Sicurezza Marco Granelli a farsi portavoce al tavolo della sicurezza perché questa occupazione cessi immediatamente». Tutta l'opposizione ha votato la mozione per chiedere lo sgombero degli spazi, di proprietà pubblica, e in seconda battuta il risarcimento danni per l'abbattimento dei muri interni della struttura. «Preso atto che la zona già vanta un importante numero di occupazioni abusive il segnale che si possa anche occupare i negozi anche abbattendo addirittura i muri sancirebbe definitivamente che il Giambellino è da considerarsi zona franca» recita il documento. Un'interrogazione urgente sarà presentata domani anche in piazza Scala dal vicepresidente del consiglio comunale Riccardo de Corato.

Peccato che la mozione non sia stata firmata da Pd, Sel, Rifondazione, Radicali, Idv, Verdi, esattamente come è successo in zona 1 con la mozione che chiedeva lo sgombero del centro sociale Zam. «Le mozioni si fanno per risolvere i problemi - spiega Sergio Meazzi, capogruppo di Sel in zona 6 - mentre la maggior parte delle mozioni in politica si riducono a propaganda. Dove ci sono dei ragazzi che propongono delle iniziative culturali per il quartiere, bisogna ascoltare le proposte. Io non sono per lo sgombero con la forza ma per il dialogo. Inoltre la proprietà dei negozi è di Aler e non del Comune, e il consiglio di zona non ha quindi competenza». Questi ragazzi hanno fatto dei danni abbattendo i muri interni... «Si prenderanno le loro responsabilità ma per risolvere il problema non funzionano gli sgomberi» conclude Meazzi.

Dello stesso tenore le dichiarazioni della capogruppo Doris Zaccaria: «Il concetto è complesso e non si può esprimere in una semplice mozione: il tema della casa è un problema molto sentito, e gli spazi pubblici versano in condizioni di grave degrado e abbandono.
La cattiva gestione del patrimonio pubblico è un sopruso ai diritti e alla dignità delle periferie. Noi siamo contro l'illegalità - specifica Zaccaria - ma è difficile condannare chi si appropria di spazi sfitti quando l'ente pubblico è il primo ad abbandonare il suo patrimonio».

«Ancora una volta la sinistra ha perso un'occasione per smarcarsi - tuona Massimo Girtanner (FdI), primo firmatario della mozione - davanti a ragazzi che si prendono degli spazi con il martello c'è poco da dialogare. Sappiamo anche che dopo questa, aumenteranno le occupazioni abusive nel quartiere come sempre accade nelle zona in cui arriva un nuovo centro sociale».

Commenti

Raoul Pontalti

Dom, 23/03/2014 - 12:49

I soliti perbenisti del menga: il problema per loro sono i ragazzi che occupano (denunciando uno spreco pubblico) non l'inefficienza di un'immobiliare pubblica che costa un occhio della testa ai cittadini, non offre servizi accettabili e ha buchi miliardari. I perbenisti che hanno sgovernato Milano e continuano con i loro sodali a sgovernare la Lombardia: perché non si preoccupano di far funzionare l'Aler?

Giorgio5819

Dom, 23/03/2014 - 16:57

Questo è il futuro sognato dalla sinistra italiana, anarchia, sfascio totale, regole infrante e ideologie fallite. Ma il vento cambierà, lo chiede la storia.

Raoul Pontalti

Dom, 23/03/2014 - 18:13

Il "futuro sognato dalla sinistra italiana, anarchia, sfascio totale, regole infrante e ideologie fallite" lo hanno realizzato gli olgettin-leghisti nel ventennio berlusconiano (che ha ancora strascichi in alcune Regioni) come dimostrano il buco miliardario dell'Aler, gli appartamenti sfitti dell'Aler che però consumano riscaldamento mentre la gente reclama alloggi, i negozi di proprietà Aler di cui all'articolo vuoti, le tangenti della sanità lombarda. degli appalti per ogni cosa (dalle discariche all'Expo) etc. e nel confinante Veneto così disastrosamente amministrato da provocare la fuga di decine di comuni che con referendum veri hanno scelto di fare secessione per congiungersi con TAA e FVG. La sinistra sogna e il partito dell'amore mercenario con minorenni marocchine e quello degli acquisti di lauree ittiche (Trota) in Albania e investimenti in Tanzania invece realizzano.