Case popolari a costo zero al posto delle aree dismesse

Presto 771 alloggi costruiti dalla fondazione Cariplo su zone degradate di Figino, via Cenni e via Ferrari

«È la prima volta che accade, non solo a Milano ma nel Paese, che un istituto bancario riesce nell’opera ritenuta impossibile di costruire case popolari non usando risorse pubbliche. O, meglio, usando la risorsa pubblica che sono le aree del Comune, il cui valore incide per almeno la metà sul prezzo finale». Gianni Verga, assessore alla Casa, riassume in poche parole tutta l’originalità di un progetto che potrebbe fare di Milano un modello da imitare. L’appuntamento è fra trenta mesi quando, nei 771 nuovi alloggi costruiti sulle tre aree messe a disposizione da Palazzo Marino alla simbolica cifra di un euro, potranno entrare studenti, giovani coppie, famiglie numerose o con reddito medio-basso. Case in affitto a canone calmierato, dunque, grazie al Protocollo d’intesa firmato dal Comune e dalla Fondazione housing sociale nata per volontà della Fondazione Cariplo che con i tre progetti di via Figino (527 appartamenti), via Cenni (153) e via Ferrari (91) comincia a dare i primi frutti. «Il Comune - spiega l’assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli -, deve fare il regista. Non dobbiamo né realizzare, né gestire case, ma fare da coordinatori di partnership». Un progetto che non vuol solo affrontare l’emergenza, ma «dare una risposta alla strategia di crescita della città». Una promessa, quella fatta dal sindaco Letizia Moratti in campagna elettorale, che dovrebbe portare nei prossimi anni a 40mila nuove case a prezzi calmierati.
La finanza etica fa così la sua comparsa nel mercato immobiliare della città. Da una parte, «avendo un patrimonio importante - spiega Verga - il Comune ha messo a disposizione aree inutili, abbandonate e anche pericolose del suo territorio per realizzare edilizia sociale, verde e i servizi alla comunità connessi». «L’invito ora - conclude Verga - è alle altre banche che hanno fondazioni a partecipare a progetti simili». «Interventi importanti - sottolinea l’assessore Mariolina Moioli -, che consentiranno anche di prevenire situazioni di degrado in aree comunali abbandonate». Oltre alle tre aree, sono già aperti altri otto cantieri per 1.200 alloggi di edilizia residenziale sociale. E da gennaio il Comune comincerà a mettere a disposizione altre 40 aree che nei prossimi anni saranno interessate a interventi per la realizzazione di nuova edilizia destinata alle fasce di popolazione medio-basse.