«Case svendute»: ex vertici del Trivulzio condannati

Dismissioni del 2011, due anni e 10 mesi all'allora presidente Trabucchi

Cristina BassiLa condanna più pesante è per Emilio Trabucchi, ex presidente del Pio albergo Trivulzio: due anni e dieci mesi. Il pm Eugenio Fusco aveva chiesto per lui due anni e sei mesi di carcere. Condannati altri quattro imputati. Rispettivamente a due anni e tre mesi e a nove mesi gli ex dg Guido Fontana e Fabio Nitti (le richieste erano di due anni e di un anno e dieci mesi). A otto mesi l'architetto Giovanni Iamele, direttore del dipartimento tecnico del Pat dal 2007 al 2009, e a sei mesi l'ex manager della sanità Antonio Mobilia. Trabucchi e Fontana dovranno anche risarcire in solido al Trivulzio, che si è costituito parte civile, 1 milione e 303mila euro per il danno patrimoniale e 6mila euro per quello di immagine.Nel tardo pomeriggio di ieri i giudici della quarta sezione penale, presieduti da Giulia Turri, hanno pronunciato la sentenza di primo grado del processo a carico degli ex vertici dello storico ente di assistenza agli anziani. Al centro dell'inchiesta, una presunta truffa del valore di due milioni nella vendita di immobili di lusso di proprietà del Pat. Gli imputati rispondevano a vario titolo di turbativa d'asta, truffa aggravata e abuso d'ufficio. Altre quattro persone sono state assolte. Tra queste - come chiesto anche dal pm - l'ex moglie dell'assessore regionale Antonio Simone, Carla Vites, cui era stata venduta una casa.Secondo le indagini, gli ex manager della casa di riposo simbolo di Mani pulite avrebbero manipolato nel 2011 la dismissioni di alcuni immobili in centro favorendo «vip» della politica e dell'«alta amministrazione» lombarde. Nella maggior parte dei casi i favoriti erano i locatari degli stessi appartamenti, che avrebbero acquistato a prezzi di favore, inferiori rispetto a quelli di mercato. Per l'accusa, «veniva disposta un'importante dismissione del patrimonio immobiliare da reddito dell'ente, con modalità intenzionalmente dirette a favorire l'interesse del privato con danno per l'ente pubblico». Per spiegare il sistema di preparazione delle aste per assecondare gli acquirenti amici Fusco cita in aula JP Morgan, fondatore dell'omonima società finanziaria: «Non voglio un avvocato che mi dica cosa non posso fare. Lo assumo perché mi dica come fare quello che voglio». Il riferimento è alla presunte domande dei manager ai consulenti legali su come «dare copertura a qualcosa di illegittimo». Il danno per il Pat è stato calcolato in 1,9 milioni di euro. Alcuni capi di imputazione sono caduti con le assoluzioni. Tra gli altri, è stato assolto Alessandro Lombardo, ex direttore tecnico del Pat, difeso dal legale Matteo Uslenghi, unico tra gli imputati ex manager dell'ente che si è visto «cancellare» le accuse. Assolto anche Adriano Roberto Bandera, dirigente di società pubbliche, anche lui acquirente di un immobile. Prosciolti poi Stefano Spremberg della Immobiliare Santo Stefano srl e Carlo Compagnoni, mediatore immobiliare. In udienza preliminare era stato prosciolto per prescrizione l'ex assessore alla Casa della Regione Domenico Zambetti, già a processo in un'inchiesta sulla 'ndrangheta. Un altro imputato, l'avvocato Marcello Di Capua, aveva patteggiato un anno di reclusione.