Il caso Il sospetto dei sindacati Al concorso per i vigili vince il «favorito»

Tutto secondo le previsioni. O quasi. Il concorso interno per i due posti da dirigenti della polizia locale finisce come i sindacati avevano ipotizzato sin dal momento in cui era stato bandito, al punto che qualcuno aveva parlato di concorso su misura: con l'incoronazione di Antonio Barbato, ex sindacalista duro dei ghisa, agilmente riciclatosi in pezzo grosso del nuovo corso dei vigili urbani. Barbato, che già di fatto, anche senza alcuna carica formale, era da mesi il braccio destro del comandante Tullio Mastrangelo, ha stravinto il concorso, piazzandosi al primo posto con un punteggio di 53,02 che lo mette al riparo anche da eventuali ricorsi. D'ora in avanti, l'ex leader sindacale potrà fregiarsi sulla divisa di mostrine nuove di zecca. La vittoria nel concorso lo catapulta con tutte le carte in regola alla testa del nuovo ufficio che, senza nemmeno consultare i sindacati, era stato allestito in piazza Beccaria, il «gabinetto del comandante». Si tratta di una struttura dalle competenze quasi infinite, dalle «linee strategiche» alla comunicazione, tanto che il suo capo diviene quasi una sorta di vicecomandante del corpo: anche perché nel frattempo Mastrangelo ha fatto piazza pulita dei vecchi dirigenti, sia di quelli ereditati dalla gestione precedente, ma anche di quelli scelti da lui in passato.
Unica nota discorde rispetto alle previsioni sindacali del novembre scorso, la bocciatura da parte della commissione di un'altra candidata data per sicura vincente: Maria D'Andrea, la mente organizzativa del progetto del «vigile di quartiere», assai caro al sindaco Pisapia e all'assessore Marco Granelli, ma osteggiato dalla base che lo considera una inutile polverizzazione di ricorsi. La D'Andrea si è classificata solo quinta su nove, e il posto è andato a Paolo Ghirardi.