IL CASO/2 Il predicatore del jihad scelto per il giorno più importante

Il caso è scoppiato giovedì: alla fine di un mese di Ramadan tranquillo, con 10mila persone alla festa di rottura del digiuno all'Arena civica, il Coordinamento dei centri islamici milanesi ha invitato a condurre la preghiera un personaggio dal profilo ideologico quantomeno discutibile. L'imam invitato dal Caim è stato lo Sheykh Riyad Al Bustanji. Il giordano-palestinese, presentato come un «sapiente» noto per avere concluso a 24 anni l'apprendimento mnemonico di tutto il Corano, era stato protagonista presso una tv satellitare mediorientale di un'intervista (tuttora in rete) in cui parla del «martirio» religioso e confessa di aver portato sua figlia a Gaza per imparare dalle donne palestinesi come si allevano i figli al «jihad» e al martirio. Ovviamente la circostanza che un tale personaggio abbia avuto il posto di «ospite d'onore» alla principale celebrazione del Ramadan di Milano, con 10mila persone e l'assessore comunale all'Educazione Francesco Cappelli, ha suscitato reazioni indignate