Caterina, Hans e Mahmoud ecco il popolo di Ratzinger: «La sua fede è contagiosa»

«Me gusta el so corasson». Arriva da Cuenca vicino a Madrid la piccola Lucia, otto anni, insieme a Suor Maria Croce che ha un cappellino da ciclista sopra il velo color caffelatte. Si mette la manina sopra il cuore Lucia e la batte a far vedere il palpito, quando le si chiede cos’è la cosa più bella di Benedetto XVI. Bambini, bambini e molti cani al guinzaglio e in braccio e quando il Pontefice con i suoi inconfondibili capelli bianchi al vento arriva in piazza Duomo anche i Fido insieme ai bimbi vengono alzati. La famiglia del creato esulta, chiude gli ombrelli parasole all’unisono, sillabando il nome: «Be-ne-det-to». Il calore delle 18 innalza i sorrisi e la prima barella con una signora anziana distesa viene portata di fretta verso la Galleria. «Non si può reggere. L’emozione è troppa» esclama Anna Maria vestita in giallo. Qualcuno ha atteso questo momento, piantato sul selciato del Duomo da qualche ora. Il mondo è in piazza non per protestare, ma per gioire. «Lo scriva che siamo presenti per onorare la bellezza, stanchi delle cose brutte» esclama Maria P., 40 anni, milanese. Vicina a lei un’amica. Poi, tante voci.
Caterina Grassi, milanese, 41 anni. «Sono qui per iniziare un cammino religioso. Le basi ci sono, ma ho atteso questa data come un particolare inizio nella fede. Non è mai troppo tardi».
Seunghee Kang, coreana, 32 anni. «E’ un momento complesso per il Papa. Noi siamo con lui. Anche Dio e’ con lui».
Hamissou, nigeriano, 23 anni. «Benedetto XVI è un forte spirito religioso. Sono credente, ma lui mi fa credere di più».
Mahmoud, egiziano, 33 anni. «E’ buono e la sua bontà è contagiosa. Lavora solo per il bene, prerogativa rara di questi tempi»
Elizabeth, americana, 20 anni. «Un emozione stupenda vedere tanta gente di tutte le razze insieme per un principio buono. E’ proprio una vera festa. No Benedetto, no party!».
Simone R., milanese, 20 anni. «Non sono credente e penso che i soldi in questo momento si dovrebbero spendere solo per i terremotati. Mi auguro che la chiesa ci pensi. Mi interessava vedere il Pontefice. In fondo è un vip».
Kevin, Hong Kong. «Penso che Benedetto XVI sia un grande teologo e un uomo molto simpatico».
Agnes, tedesca, 18 anni. «E’ un personaggio bellissimo. Ha una spiccata personalità che aiuta la gente semplice a seguire la fede».
Scott Pickering, californiano, 21 anni. «Sono venuto a Milano per trovare la mia ragazza. Non volevo perdermi il Papa. Personalmente sono agnostico, ma ero curiosissimo. Per me era molto importante vederlo con i miei occhi».
Giacinta, francese, ha un velo di pizzo bianco in testa. «L’ho messo per il Santo Padre e per San Damiano».
Maria Fabrela, di Pamplona, 19 anni. «Siamo partite dalla Spagna in sei donne per far festa insieme a lui. Segnala il cammino corretto, la via su cui passo dopo passo arrivi a Cristo».
Angelo Fumagalli, di Sesto San Giovanni, 66 anni. «Oggi l’umanità si inginocchia tutti i giorni davanti alle cose effimere. Io mi inginocchio solo davanti a Gesù Cristo».
Hans e Monica, dalla Baviera, 6 figli. «Siamo venuti a Milano solo per il Santo Padre. Poi ce ne andremo per passare tre giorni a Torino e tre giorni sul lago di Garda».
Qualcuno è preoccupato perché vede il Benedetto XVI stanco, qualcuno si chiede se Pisapia abbia baciato l’anello e qualcun altro risponde: «Non importa se non glielo bacia. L’importante è che come tutti gli altri uomini sia consapevole che da quest’uomo c’è soltanto da imparare».