«Cats» torna a fare le fusa C'è pure un gatto milanese

Tra gli attori del cast anche Greg Castiglioni Nato in città, ma ha studiato a Londra e ha già recitato nel «Fantasma dell'Opera»

Ferruccio GattusoIl pubblico non ha mai smesso di fare le fusa nei confronti di Cats: sia che si intenda la versione italiana oppure si consideri quella originale. Che dunque lo show lisci il pelo per il verso giusto a chi è seduto in platea o che, al contrario, miagoli in originale, il musical fenomeno di Sir Andrew Lloyd Webber non ha mai sbagliato un colpo.La storia dei gatti cantanti e ballerini ispirata alle poesie di Thomas Stearns Elliot, raccolte nel libro Old Possum's Book of Practical Cats e portate sul palcoscenico per la prima volta nel 1981, è di quelle che affascinano.Speciale è senza dubbio il ritorno di Cats al Teatro degli Arcimboldi dal 2 al 6 marzo (ore 21, sabato e domenica ore 16 e ore 21, ingresso 70-30 euro più prevendita, info 02/67.07.12.16) nella versione originale londinese prodotta dal leggendario Cameron Mackintosh, l'uomo che nel West End fa il bello e il cattivo tempo, a dire il vero più il primo che il secondo.È lui, per dire, che ha scoperto Les Miserables in versione francese, ne ha ordinato la traduzione, una parziale riscrittura e poi l'ha trasformato nel titolo che, dal 1985, non si perde una sera sul palcoscenico a Londra. Dalla bellezza di trent'anni.E a proposito di show interminabili, Cats miagola sulle scene da 33, con ventun anni di repliche di seguito a Londra e diciotto a New York. Il palcoscenico degli Arcimboldi ospiterà in questi giorni una versione inedita, «corretta» scenograficamente e musicalmente in un paio di scene dallo stesso Webber (un numero di tip tap «allargato» in repertorio) con la benedizione del suo Really Useful Group. Il tutto con il sottotitolo Let the Memory Live Again: passaggio, dunque, imperdibile per i fan.La notizia in più è che, tra i Gatti, c'è un italiano: Greg Castiglioni, nato a Milano cresciuto sul lago di Como, a diciotto anni emigrato in Inghilterra con la famiglia. «A Londra mi sono laureato in giurisprudenza, poi ho ceduto alle lusinghe del teatro, che seguivo come spettatore sin da piccolo insieme ai miei genitori spiega . Mettiamola così: oggi so leggere i contratti d'ingaggio che mi sottopongono».E li sa leggere bene se, armato del proprio talento, Castiglioni si è levato importanti soddisfazioni: «A Londra sono stato il Fantasma in Phantom of the Opera sostituendo un grande come John Owen Jones, sono stato anche il perfido Thénardier in Les Miserables e ho partecipato a Evita, sempre di Webber».Sulle differenze che ancora esistono tra musical anglosassone e musical di casa nostra, Greg Castiglioni è chiaro: «Le professionalità sono sempre più valide in Italia, ma è anche una questione di soldi: a Londra gli show godono di produzioni kolossal, possono mantenere lunghe teniture e trovano oltre che in un pubblico culturalmente assetato di teatro, con un giro di turisti pronto a farsi una serata da musical quando viene in città. Insomma, per noi qui in Italia i motivi che complicano le cose sono diversi: è un gatto che si morde la coda». A parte i Gatti di Cats, quelli funzionano sempre e comunque.