«Il Cav scelse due sindaci vincenti E darà il candidato per la tripleta»

Onorevole Stefano Maullu, da dove sta organizzando questo sabato mianese dedicato a Forza Italia nel Ppe?

«Sono a Bruxelles, al lavoro sulla nuova legge elettorale europea: vogliamo l'election day di tutta l'Unione europea».

Che significa Start 2016 Ppe daily school, titolo del convegno?

«Credo che il 2016 rappresenti un anno importante per chi si riconosce nel Ppe e in particolare per Forza Italia, forza importante per storia, rappresentanza e presenza. Il 2016 con le amministrative è un momento centrale, da vivere con gli amici della Lega».

La Lega non aderisce al Ppe e ai suoi valori. Non la vive come una contraddizione?

«Dividerei nettamente l'evento di sabato, in cui si confrontano esponenti azzurri, dal tema delle alleanze. Credo che Fi in tutte le elezioni sia il vero grande valore aggiunto. Noi sviluppiamo il nostro programma per gli elettori moderati, la parte più importante del Paese. Forza Italia è sempre stato un partito liberale, riformista e interclassista».

Quale centro destra per l'Italia? È una delle domande più politiche del convegno...

«L'alleanza con la Lega ha radici profonde e ciò che noi portiamo si misura non in numeri ma in valori, che rappresentano la tradizione di Milano e della Lombardia».

Vuol dire che i voti non si contano ma si pesano?

«Il nostro ruolo è garantire una visione europea, dinamica della società. È la sempre attuale ricetta di Forza Italia: meno tasse e meno Stato, più imprese e più libertà».

L'alleanza parte dalla Lega per arrivare fino a dove?

«La battaglia si vince conquistando il centro moderato. Mai come in questo momento la politica è fluida: Casini che si sposta a sinistra non mi sorprende perché Casini Fini e Follini da subito hanno sabotato il progetto berlusconiano».

E a proposito delle recenti diatribe con Ncd?

«A Roma vivono solo una dimensione di potere. In Lombardia può essere una situazione diversa, se Ncd fa scelte chiare come lasciare il governo Renzi».

Chi vede bene come sindaco di Milano?

«Matteo Salvini, come ha proposto Toti. Credo che una tale sfida per una città così straordinariamente importante come Milano non possa vedere protagonista che un giovane leader come Salvini».

Anche adesso che ha avuto problemi con Israele?

«È stata una questione burocratica. E in ogni caso l'incontro di martedì scorso di Berlusconi con l'ambasciatore israeliano ha sottolineato ancora una volta l'importanza fondamentale che Berlusconi in politica estera. Sono state un errore anche le sanzioni contro la Russia. Si parlerà anche di questo nel convegno».

Se Salvini non acccetta?

«Ricordo che è stato Berlusconi a scegliere due sindaci vincenti come Albertini e la Moratti».