Cecchetti commissario cittadino della Lega

Fuori Boni, al comando pro tempore Cecchetti (insieme nella foto quando Cecchetti subentrò a Boni alla presidenza del consiglio regionale). La segreteria provinciale milanese della Lega è stata commissariata. Dopo la rivolta interna al direttivo con due mozioni di sfiducia al segretario Davide Boni mosse dai componenti e non andate a buon fine, il caso è passato alla segreteria della Lega lombarda che ha optato per il commissariamento. A Boni che alle primarie per la segreteria federale aveva sostenuto Gianni Fava, lo sfidante di Matteo Salvini, subentra in attesa di una nuova elezione Fabrizio Cecchetti, vicepresidente del consiglio regionale e fedelissimo salviniano. Boni annuncia ricorso. «Io non mollo, dopo 27 anni in Lega. Anche se i tempi saranno lunghissimi, farò ricorso perché non ci sono le motivazioni per il commissariamento e non sono stati violati statuto e regolamento procedurale. Non credo che sia una decisione presa dalla segreteria della Lega lombarda perché i miei rapporti con il segretario nazionale Paolo Grimoldi sono buoni e giornalieri. Ma credo sia una decisione partita prima, in corrispondenza del congresso». Cecchetti, classe 1977, sottolinea che scopo della sua nomina è «ricompattare i militanti» in vista del referendum per l'Autonomia del 22 ottobre. «Abbiamo davanti mesi - aggiunge - in cui la Lega di Milano deve mettere in campo tutta la propria forza per convincere tutti a votare sì. Voglio un gruppo unito che faccia proposte per il bene della città, come la riapertura dei Navigli e stia al fianco dei cittadini sui problemi delle periferie, case popolari, sicurezza».