Cene da masterchef per dieci serate a prezzi "popolari"

Otto ristoranti stellati in Lombardia hanno aderito al progetto che prevede maxisconti fino a fine marzo 

Uno due tre stella. Nell'era del «food» e alle soglie di Expo, i cuochi insigniti dalla «rossa» Michelin si coalizzano e cercano adepti anche tra i comuni mortali. In questa direzione si inserisce la grande iniziativa intitolata «Cene stellate» che, fino alla fine del mese, offrirà a tutti i gastronauti l'opportunità di accedere alle cattedrali dell'alta cucina, ma a prezzi rigorosamente modici. O quasi.
Ad aderire al progetto, che vede le prenotazioni già praticamente in «sold out», sono stati 53 ristoranti in tutta Italia. Tra questi, otto sono lombardi e uno solo milanese, vale a dire il tempio di Claudio Sadler, due stelle Michelin in via Ascanio Sforza. La formula del progetto creato da DiningCity, il famoso servizio di booking on line dedicato ai ristoranti internazionali, è obbiettivamente invitante: per dieci serate consecutive si potrà infatti cenare spendendo 55 euro nei locali a una stella, 70 euro in quelli a due stelle e 80 in quelli a tre, ovviamente vini esclusi. Già dall'inizio di marzo, sul portale «www.cenestellate.it», era possibile prenotare un tavolo e prendere visione dei menù appositamente creati dai cuochi che hanno aderito all'iniziativa. Non mancano variazioni sul tema che permettono un'esperienza esclusiva. Chi ad esempio riesce a prenotare il «Tavolo dello chef», che ha un sovrapprezzo di 15 euro, potrà cenare a stretto contatto con lo chef in persona che racconterà la sua filosofia culinaria e potrà rispondere alle eventuali domande dei commensali. L'obbiettivo dei promotori è infatti proprio quello di avvicinare il più possibile l'alta cucina al grande pubblico, ormai già abbondantemente imbevuto di programmi televisivi e talent show diretti dalle star dell'enogastronomia. Cene Stellate ha inoltre aderito al progetto «A tavola con Emergency», che da un'idea di DiningCity Italy devolve un euro per ogni coppia che prenoterà un tavolo, sostenendo l'ospedale pediatrico di Goderich in Sierra Leone.
Otto, dicevamo, i ristoranti lombardi presenti al «festival»: oltre al milanese Sadler, sono coinvolte quasi tutte le province; a cominciare da quella di Brescia, che annovera il «Due Colombe» di Borgonato (chef Stefano Cerveni), a quella di Como con la «Locanda del Notaio» di Pellio Intelvi (chef Sara Preceruti), fino a Bergamo Alta con l'«Osteria di via Solata» capitanata dal cuoco Ezio Gritti.